Ancora Cratere su Cratere: I 30 Milioni per le Strade di Roma Sono Troppo Poco e Troppo Tardi
Come romano che ogni giorno affronta il caos delle strade dissestate, il tanfo dei rifiuti accumulati e la frustrazione di servizi che sembrano solo un miraggio, non posso fare a meno di scuotere la testa di fronte all’ultima mossa dell’amministrazione. Vivo in un quartiere periferico dove le buche sono diventate compagni di viaggio quotidiani, e ogni volta che parto in macchina mi chiedo se arriverò a destinazione senza un guasto. È un sentimento che mi brucia dentro, e so che non sono solo: molti cittadini condividono questa rabbia silenziosa, sentendosi abbandonati da chi dovrebbe curare la nostra città.
La notizia è questa: la Giunta ha approvato una variazione di bilancio che stanzia 30 milioni di euro aggiuntivi per la manutenzione stradale, con fondi anche per il decoro urbano, le case popolari e l’assistenza domiciliare. Sembra una vittoria, no? Un passo verso la tanto attesa rinascita di Roma, una città che, come tutti sappiamo, sta sprofondando nel degrado. Ma se ci fermiamo un attimo a riflettere, ci accorgiamo che questa misura arriva come una goccia in un oceano di problemi. Roma è una metropoli con strade che ricordano un campo minato, quartieri dove l’erba alta nasconde rifiuti e marciapiedi impraticabili, e servizi essenziali che zoppicano da anni. La percezione diffusa tra i romani è che questi fondi, pur benvenuti, siano solo un palliativo per placare le proteste, non una soluzione reale.
Pensateci: mentre i nostri quartieri periferici come Tor Bella Monaca o Ostia continuano a essere trascurati, con illuminazione pubblica che funziona a intermittenza e parchi ridotti a discariche, l’amministrazione sceglie di destinare questi soldi in un momento in cui l’urgenza è palpabile. Molti cittadini lamentano che, nonostante le promesse elettorali, le priorità politiche sembrano sempre sbilanciate verso interventi spot, anziché su un piano organico per il rilancio urbano. In tanti si chiedono se le risorse siano allocate correttamente: 30 milioni suonano come una cifra sostanziosa, ma bastano per coprire le migliaia di chilometri di strade dissestate? O per ripristinare il decoro in zone dove il verde pubblico è inesistente e le case popolari cadono a pezzi? La critica non è diretta a chi amministra per partito preso, ma alle scelte che lasciano interi quartieri nel dimenticatoio, perpetuando un senso di trascuratezza che erode il nostro orgoglio civico.
Parlando con i miei vicini, sento storie che spezzano il cuore. Una madre single mi ha raccontato di come deve schivare buche con il passeggino, rischiando incidenti quotidiani, mentre un anziano ha descritto l’umiliazione di attendere assistenza domiciliare che non arriva mai. È un malcontento diffuso, non solo mio, ma di migliaia di romani che si sentono invisibili. Critichiamo queste priorità perché, alla fine, Roma merita di più: una città dove i bambini possono giocare nei parchi senza paura e gli anziani non debbano scegliere tra salute e sicurezza. Invece, ci troviamo di fronte a un’amministrazione che, secondo la percezione comune, privilegia annunci eclatanti su interventi concreti, lasciando che il degrado urbano si approfondisca. Non è questione di ideologie, ma di fatti: i fondi per l’assistenza domiciliare e il decoro sono essenziali, ma arrivano in un contesto di tagli precedenti che hanno esasperato i problemi.
E allora, cosa possiamo fare? In tanti si domandano se le priorità dell’amministrazione siano davvero allineate con le esigenze reali dei cittadini. È tempo di un dibattito aperto: condividete le vostre esperienze nei commenti, raccontateci come vivete il degrado quotidiano e quali soluzioni proponete. Roma è la nostra casa, e se non ci uniamo per reclamare un cambiamento, queste variazioni di bilancio resteranno solo parole al vento. Facciamo sentire la nostra voce, perché una città trascurata non è solo un problema politico, è un affronto alla nostra dignità quotidiana.
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