In Brasile si accende il dibattito su un disegno di legge che prevede fino a 8 anni di reclusione per chi presenta denunce false di violenza domestica, oltre all’obbligo di risarcire eventuali danni morali e materiali.
La proposta è stata presentata dalla deputata federale Júlia Zanatta, esponente del Partito Liberale di Santa Catarina, ed è stata registrata come PL 5.128/2025. Il testo punta a modificare la Legge Maria da Penha, la normativa simbolo della tutela contro la violenza sulle donne in Brasile.
Cosa prevede il progetto di legge
Il disegno di legge introduce pene più severe per chi accusa falsamente qualcuno di violenza domestica. Tra le novità principali:
- Reclusione fino a 8 anni per denunce ritenute dolosamente false
- Obbligo di risarcimento economico per i danni subiti dall’accusato
- Introduzione di una procedura che obblighi il giudice a notificare l’accusato entro 24 ore
- Termine di 7 giorni per la presentazione di una difesa scritta
Secondo Zanatta, la misura servirebbe a evitare che accuse infondate compromettano irreparabilmente la vita di persone innocenti e, allo stesso tempo, a tutelare la credibilità della legge pensata per proteggere le vittime reali.
Nel presentare la proposta, la deputata ha richiamato anche il caso mediatico tra Johnny Depp e Amber Heard, citandolo come esempio degli effetti che accuse ritenute infondate possono avere sulla reputazione pubblica.
L’iter parlamentare e le polemiche
Il progetto è attualmente all’esame della Camera dei Deputati brasiliana, in attesa del parere della Commissione per la Difesa dei Diritti delle Donne. Per diventare legge dovrà essere approvato sia dalla Camera sia dal Senato Federale.
La proposta ha già acceso un confronto acceso nel Paese:
- I sostenitori la considerano una misura necessaria per tutelare gli innocenti e garantire equilibrio procedurale.
- I critici temono invece che possa scoraggiare le vittime reali dal denunciare, in un contesto in cui la violenza domestica rappresenta ancora un’emergenza sociale rilevante.
Il tema sta rapidamente superando i confini nazionali, alimentando un confronto più ampio in America Latina sul bilanciamento tra tutela delle vittime e garanzie per gli accusati.
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