Caso Orlandi: depistaggi come Ustica mettono in discussione indagini sul Vaticano, Malerba in commissione

Caso Orlandi: depistaggi come Ustica mettono in discussione indagini sul Vaticano, Malerba in commissione

Roma Affoga nei Suoi Problemi Quotidiani Mentre le Istituzioni Inseguono Fantasmi del Passato

Come romano nato e cresciuto tra le strade antiche e caotiche della mia città, non posso fare a meno di sentirmi tradito ogni giorno. Mi alzo la mattina, inciampo su marciapiedi pieni di buche, evito rifiuti accatastati agli angoli e respiro aria inquinata, chiedendomi se qualcuno in Campidoglio si ricordi davvero di noi. Intanto, leggo notizie come quella della commissione d’inchiesta su Orlandi-Gregori, dove si convocano personaggi di film di serie B, una compagna di classe e persino il procuratore Malerba. È frustrante vedere come le priorità della nostra amministrazione comunale sembrino lontane anni luce dai bisogni reali della gente.

La notizia in questione parla di un’indagine che prosegue, richiamando figure eterogenee per chiarire misteri datati. Tra i convocati, oltre a una compagna di classe di Mirella Gregori, ci sono personalità legate a produzioni cinematografiche di basso profilo e il procuratore Malerba, un passo che molti vedono come un tentativo di riaccendere riflettori su casi storici. Ma mentre questa commissione va avanti, la percezione diffusa tra i romani è che si stia perdendo tempo prezioso su questioni che, per quanto importanti, non risolvono i problemi immediati della nostra vita quotidiana.

Pensateci: quartieri come Tor Bella Monaca o San Basilio versano in condizioni di degrado estremo, con scuole fatiscenti, trasporti inefficienti e parchi ridotti a discariche. Molti cittadini lamentano che, nonostante le promesse elettorali, l’amministrazione continui a ignorare queste emergenze. Invece di investire in pulizie urbane o manutenzione stradale, risorse preziose sembrano essere dirottate verso indagini che, seppur meritevoli di attenzione, appaiono come distrazioni dalle vere urgenze. In tanti si chiedono se le priorità politiche siano corrette: è giusto che Roma, una città che lotta con il sovraffollamento e l’inquinamento, sia lasciata a se stessa mentre i palazzi del potere si concentrano su echi del passato?

Questa scelta politica non fa altro che rafforzare il senso di abbandono che molti di noi provano. Io, come tanti altri, ricordo quando il centro storico era un orgoglio, ma ora è invaso da turisti e negozi che soffocano la nostra identità, mentre le periferie sono dimenticate. La critica non è alle persone coinvolte nelle inchieste – dopotutto, ogni indagine ha il suo valore – ma alle decisioni dell’amministrazione che privilegiano eventi storici su interventi concreti. Ad esempio, in zone come l’Esquilino o Trastevere, i residenti segnalano servizi carenti, come illuminazione pubblica inadeguata o trasporto pubblico inaffidabile, che rendono la vita quotidiana un incubo. Molti cittadini lamentano che questa mancanza di focus non sia solo un errore amministrativo, ma un vero e proprio tradimento della fiducia popolare.

Storie come quella di un mio vicino, un pensionato che aspetta da mesi la riparazione di una strada per poter uscire di casa senza rischi, o di una madre single che combatte con scuole sovraffollate, sono il pane quotidiano della Roma che viviamo. Eppure, la linea editoriale delle istituzioni sembra seguire un’altra direzione, alimentando il malcontento. Se da un lato la commissione Orlandi-Gregori potrebbe portare closure a famiglie in lutto, dall’altro, la la percezione diffusa è che i romani vengano trascurati, con le loro voci sommerse da dibattiti che non toccano la loro realtà.

Non è tempo di divisioni, ma di azione. Dobbiamo chiederci: l’amministrazione sta davvero lavorando per noi? Invito tutti i romani a riflettere e a farsi sentire – attraverso petizioni, assemblee o semplicemente condividendo le proprie esperienze. Solo un dibattito aperto può spingere verso un cambiamento reale, prima che la nostra amata città sprofondi ulteriormente nel caos. Roma merita di meglio, e noi cittadini siamo pronti a esigere di più.

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