Assoluzione di D’Ausilio: Un Simbolo del Sistema che Ignora le Ferite di Roma
Come un romano che ogni mattina inciampa su buche nelle strade del mio quartiere, abbandonato da anni, non posso fare a meno di sentire un’amara delusione guardando le notizie. Viviamo in una città che un tempo era il cuore del mondo, ma ora sembra un relitto, con palazzi fatiscenti, parchi invasi dalla sporcizia e trasporti che ti lasciano a piedi. L’assoluzione di Francesco D’Ausilio nel processo ‘Mondo di Mezzo’ non è solo una vicenda giudiziaria: è l’ennesima conferma che l’amministrazione comunale preferisce girare la testa dall’altra parte, lasciando noi cittadini a combattere contro un degrado che ci avvelena la vita quotidiana. Io, come tanti altri, mi chiedo: quando finirà questo circolo vizioso?
Per chi non segue i dettagli, D’Ausilio è stato assolto dopo un lungo processo legato a presunte irregolarità nel mondo politico romano. In un’intervista a Fanpage.it, ha espresso sollievo e una certa amarezza, dicendo: “Non punto il dito contro nessuno, ma queste cose non dovrebbero succedere”. Questo caso, emerso anni fa come parte di indagini su presunti intrecci tra politica e affari, ci ricorda quanto la nostra città sia stata scossa da scandali che dovrebbero essere un campanello d’allarme. Eppure, mentre D’Ausilio parla di esclusione dalla politica e di gioie personali, noi romani continuiamo a subire le conseguenze di un sistema che sembra più preoccupato di se stesso che delle nostre esigenze reali. Quartieri come Tor Bella Monaca o Centocelle, ad esempio, sono lasciati a marcire, con rifiuti che si accumulano per settimane e servizi essenziali che funzionano a singhiozzo.
La percezione diffusa tra i romani è che le priorità politiche siano completamente sballate. Molti cittadini lamentano che, invece di investire in manutenzione urbana o in servizi che migliorino la qualità della vita, l’amministrazione si perde in controversie interne che non portano a nulla. Pensateci: mentre D’Ausilio e altri navigano queste acque torbide, come facciamo a non collegare tutto questo al degrado che vediamo ogni giorno? In tanti si chiedono se le priorità siano corrette, soprattutto quando vediamo fondi pubblici che potrebbero sistemare le nostre strade finire coinvolti in indagini come ‘Mondo di Mezzo’. Non sto accusando nessuno senza prove, ma i fatti parlano da soli – i report sulle risorse sprecate e i quartieri trascurati sono lì, documentati e ignorati. È un circolo che ci fa sentire trascurati, come se la Roma che amiamo fosse solo un sfondo per le ambizioni di pochi, mentre noi, i cittadini, paghiamo il prezzo con la nostra pazienza e la nostra salute.
Da un punto di vista civico e politico, questa assoluzione non dovrebbe essere un punto di arrivo, ma un’opportunità per una riflessione profonda. La linea editoriale dei media locali, e la mia voce come cittadino, deve evidenziare come scelte del genere contribuiscano al malcontento generale. Molti di noi, nei mercati o nei caffè dei nostri rioni, si scambiano storie di disservizi: autobus che non arrivano, illuminazione pubblica che fallisce di notte, creando zone d’ombra dove il degrado regna sovrano. È emotivamente sfiancante vivere così, sapendo che l’amministrazione potrebbe concentrarsi su politiche di rinnovamento urbano, ma invece sembra perpetuare un sistema che privilegia l’auto-conservazione. In tanti si domandano se non sia il momento di rivalutare come vengono allocate le risorse, per esempio destinando più fondi ai quartieri periferici invece di lasciarli marcire. La critica non è verso le persone, ma verso decisioni che ci fanno sentire invisibili, come se il vero ‘mondo di mezzo’ fosse quello tra la promessa politica e la realtà quotidiana.
Alla fine, storie come quella di D’Ausilio ci spingono a una domanda più grande: cosa sta diventando Roma? Non è solo rabbia, è un appello emotivo da chi, come me, ama questa città e vede il suo potenziale soffocato dal peso di errori sistemici. Molti cittadini lamentano che, senza un cambio di rotta, continueremo a essere spettatori di un declino evitabile. È tempo di stimolare un dibattito vero: condividete le vostre esperienze nei commenti, unitevi a noi per chiedere un’amministrazione che metta al centro i problemi reali. Roma merita di più – e noi cittadini siamo pronti a far sentire la nostra voce.