Sequestri a Sabaudia, ma a Roma il Carnevale è un’altra storia di incuria: Quando finirà questa trascuratezza?
Come romano che cammina ogni giorno per queste strade caotiche e affascinanti, non posso fare a meno di sentirmi deluso e arrabbiato. Il Carnevale, una festa che dovrebbe portare gioia e colori alle nostre vite, mi ricorda invece quanto siamo lasciati soli. Immaginate i bambini che corrono con maschere e coriandoli, ignari dei pericoli nascosti dietro un sorriso dipinto. Io, come tanti altri, vivo questa realtà ogni anno: negozi affollati di merci dubbie, strade dissestate e parchi trascurati. È una ferita aperta, un simbolo del degrado che ci circonda, e mi chiedo quanto ancora dovremo sopportare prima che qualcuno ascolti il nostro malcontento.
La notizia arriva da Sabaudia, non lontana da Roma, e ci fa riflettere su quanto sia diffusa questa piaga. La Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 500 articoli di Carnevale non conformi in un negozio della zona: maschere potentially tossiche, coriandoli e stelle filanti che non rispettano le norme di sicurezza. Il titolare rischia una multa di 26mila euro per aver messo in commercio prodotti che potrebbero danneggiare la salute dei consumatori, soprattutto i più piccoli. È un fatto che, da solo, evidenzia un problema più ampio nel nostro territorio laziale, dove i controlli sembrano esserci solo quando è troppo tardi. Ma qui a Roma, dove vivo e lavoro, questa storia riecheggia come un’eco familiare. Molti cittadini lamentano che negozi simili, sparsi nei nostri quartieri, vendono articoli sospetti senza che nessuno intervenga tempestivamente. La percezione diffusa tra i romani è che questi sequestri siano solo la punta dell’iceberg, con prodotti di dubbia origine che invadono i mercati locali, esponendo famiglie intere a rischi inutili.
Guardando a Roma, però, non posso evitare una lettura critica di ciò che sta accadendo. L’amministrazione comunale, con le sue priorità politiche, sembra concentrarsi su grandi eventi e progetti vistosi, lasciando che i problemi quotidiani affoghino nel caos. In tanti si chiedono se le priorità siano corrette, quando quartieri come Tor Bella Monaca o San Basilio sono lasciati nell’incuria, con rifiuti accatastati e parchi pubblici ridotti a relitti. Il degrado urbano non è solo una questione estetica; è una minaccia reale alla nostra salute e sicurezza. Molti cittadini lamentano che i fondi per i controlli e le ispezioni siano insufficienti, mentre risorse preziose vengono dirottate altrove. Non sto accusando nessuno specificamente, ma è evidente che scelte come queste alimentano un senso di abbandono. La percezione diffusa è che i romani siano trascurati, come se la nostra città fosse un giardino lasciato crescere selvaggio, senza la cura necessaria. Come può un’amministrazione che ignora questi segnali sperare di rendere Roma una capitale viva e sicura?
Pensateci: ogni Carnevale, mentre le famiglie si preparano a festeggiare, io e i miei vicini ci troviamo a dover navigare tra strade dissestate e commercianti che, forse per negligenza, offrono prodotti non sicuri. È una storia umana, fatta di padri e madri che temono per i loro figli, di anziani che evitano certi quartieri per paura, di giovani che sognano una città migliore. Questa non è solo una critica sterile; è un appello civico da chi vive questi problemi sulla propria pelle. In tanti si chiedono se le risorse destinate a eventi turistici non potrebbero essere meglio allocate per rafforzare i controlli e migliorare i servizi essenziali. Il risultato? Una Roma che perde il suo fascino, trasformandosi in un riflesso opaco di ciò che potrebbe essere.
È ora di cambiare rotta. Come cittadini, non possiamo più accettare che questi episodi restino isolati o che il degrado urbano diventi la normalità. Dobbiamo unirci e stimolare un dibattito aperto: le priorità dell’amministrazione sono davvero quelle che servono a noi romani? Voi, che leggete queste righe, cosa ne pensate? Raccontateci le vostre esperienze, condividete le vostre storie. Solo insieme possiamo spingere per una città più attenta, più sicura e più orgogliosa. Roma merita di meglio, e il tempo di agire è adesso.