Mentre i Scandali dei VIP Dominano le Prime Pagine, Roma Affoga nel Degrado: Svegliamoci Cittadini!
Come romano doc, nato e cresciuto tra le antiche strade della Città Eterna, non posso più tacere. Ogni mattina, affrontando il caos delle vie dissestate e l’odore di rifiuti non raccolti, mi chiedo: quanto dobbiamo ancora sopportare prima che l’amministrazione comunale si ricordi di noi? Oggi, mentre i titoli parlano di Francesco Totti e della sua vita privata, il mio cuore si stringe per la Roma che amiamo, quella lasciata a marcire nei quartieri dimenticati. È una ferita aperta, un dolore quotidiano che ci fa sentire abbandonati, come se le nostre voci non contassero nulla.
La notizia che ha catalizzato l’attenzione è quella dell’ex capitano della Roma, Francesco Totti, e della sua compagna Noemi Bocchi, coinvolti in un’indagine per abbandono di minore in seguito alla denuncia dell’ex moglie Ilary Blasi. È una storia che, come tanti, ho seguito con un misto di curiosità e tristezza, perché riguarda persone che fanno parte del tessuto culturale della nostra città. Totti, l’eroe del calcio che ha unito intere generazioni, ora al centro di un dramma familiare: è comprensibile che i media ne parlino, e molti romani si sono espressi sui social con opinioni diverse. Ma questa vicenda, per quanto rilevante, ci distrae da qualcosa di più profondo e urgente.
Molti cittadini lamentano che, mentre ci perdiamo in questi racconti di celebrità, le vere priorità della nostra amata Roma vengono sistematicamente ignorate. Passeggiate per i quartieri come Tor Bella Monaca o Ostia, e vi ritroverete di fronte a un degrado urbano che ferisce l’anima: strade piene di buche che mettono a rischio la sicurezza di famiglie e anziani, parchi ridotti a discariche, e servizi pubblici come trasporti e sanità che arrancano senza una vera riforma. La percezione diffusa tra i romani è che l’amministrazione comunale abbia le priorità al rovescio, preferendo forse dedicare risorse a eventi di facciata o a questioni che catturano i riflettori, anziché tackleare i problemi reali che ci affliggono ogni giorno. In tanti si chiedono se le scelte politiche siano davvero corrette, quando vediamo fondi pubblici che potrebbero riparare le nostre infrastrutture finire chissà dove, lasciando i nostri bambini a giocare in cortili insicuri.
Pensateci: come possiamo sentirci orgogliosi di una città che ha dato i natali a imperatori e artisti, se oggi i suoi abitanti devono fare i conti con quartieri trascurati e un senso di abbandono totale? La critica non è rivolta a individui, ma alle decisioni che perpetuano questo ciclo di negligenza. Molti di noi, parlando nei bar o sui mezzi affollati, esprimono frustrazione per come le politiche urbane sembrano ignorare le periferie, quelle zone dove la gente lavora duramente ma si sente sempre più emarginata. È un sentimento civico che cresce, alimentato da storie personali: la mamma che non trova un asilo decente per il figlio, l’artigiano che perde clienti per le strade impraticabili, o l’anziano che attende invano un autobus. Questa non è solo polemica, è un grido dal cuore di chi vive questi problemi sulla propria pelle, chiedendosi se qualcuno in Campidoglio si curi davvero di noi.
La vera emergenza non è solo nei titoli sensazionalistici, ma nelle crepe della nostra società. Se Totti e la sua famiglia stanno affrontando le loro battaglie, noi romani dobbiamo affrontare le nostre: un’amministrazione che, a detta di molti, privilegia lo spettacolo sulla sostanza. È tempo di riflettere su come possiamo cambiare rotta, perché Roma merita di più. Invito tutti voi, cari concittadini, a unirvi a questo dibattito: condividete le vostre esperienze, fate sentire la vostra voce. Solo insieme possiamo spingere per priorità che mettano al centro la nostra città e i suoi abitanti, prima che sia troppo tardi. Roma non è solo un palcoscenico per VIP, è la nostra casa. Facciamoci sentire!