Iniziano i lavori per Metro C: le 4 fermate Chiesa Nuova, Piazza Pia, Ottaviano e Mazzini dal 25 febbraio

Iniziano i lavori per Metro C: le 4 fermate Chiesa Nuova, Piazza Pia, Ottaviano e Mazzini dal 25 febbraio

Ancora Ritardi per la Metropolitana: Roma Meritava Priorità Migliori, Non Promesse al 2037

Come romano che ogni santo giorno si arrabbia per il caos delle strade affollate e i bus che non arrivano mai, non posso fare a meno di sentir crescere la frustrazione leggendo dell’ennesimo annuncio sui cantieri della metropolitana. Immaginate di vivere in una città eterna come Roma, piena di bellezza e storia, ma con un’infrastruttura che ci fa sentire bloccati nel passato. Io, come tanti altri, mi sveglio al mattino e penso: “Quand’è che potremo muoverci senza perdere ore in traffico o mezzi pubblici scadenti?” Oggi, con la notizia che i cantieri per le stazioni Auditorium e Farnesina partiranno solo entro luglio 2026 – e che tutto si concluderà nel lontano 2037 – il mio cuore di cittadino si stringe. È una coltellata emotiva per chi, come me, vede la propria città sprofondare in un degrado che ci umilia ogni giorno.

Per chi non seguisse i dettagli, l’amministrazione ha annunciato che i lavori per le nuove stazioni – Chiesa Nuova, Piazza Pia/Castel Sant’Angelo, Ottaviano, Mazzini, Auditorium e Farnesina – andranno avanti fino al 2037. Sì, avete letto bene: oltre un decennio di attesa per qualcosa che dovrebbe essere un diritto basilario, come un trasporto efficiente. Intanto, i romani continuano a subire strade dissestate, quartieri periferici abbandonati e servizi pubblici che rasentano l’insufficiente. Ricordate quei buchi perenni sulle vie del centro o le stazioni metro esistenti che sembrano uscite da un altro secolo? È la realtà quotidiana che molti di noi affrontano, con rabbia e rassegnazione.

Ma andiamo oltre i fatti: molti cittadini lamentano che queste tempistiche rivelino una priorità politica completamente sballata. Invece di investire in un’infrastruttura che potrebbe alleviare il traffico e migliorare la qualità della vita, l’amministrazione comunale sembra persa in piani a lungo termine che ignorano le urgenze immediate. La percezione diffusa tra i romani è che, mentre si parla di metropolitane futuristiche, i quartieri periferici come Tor Vergata o le zone storiche del Trastevere continuano a marcire nel neglect. In tanti ci chiediamo se le priorità siano corrette: perché spendere anni su progetti lenti quando potremmo avere manutenzione stradale regolare o un potenziamento dei bus che almeno ci fa arrivare al lavoro senza perdere la pazienza? È come se l’amministrazione mettesse una pezza su un buco enorme, ignorando che la casa sta crollando. Io stesso, parlando con vicini e amici, sento storie strazianti: un padre che non riesce a portare i figli a scuola senza stress, una lavoratrice che perde ore preziose in attesa di treni in ritardo. Queste non sono solo lamentele; sono vite reali, segnate da una città che si sente trascurata.

Dal punto di vista civico, questa lentezza dei cantieri non è solo un ritardo: è un fallimento nel dare ai romani ciò che meritano. Critichiamo non le persone, ma le scelte politiche che privilegiano visioni a lungo termine su bisogni immediati, lasciando quartieri interi in balìa del degrado. La domanda che molti si pongono è: dove sono finite le risorse per i servizi essenziali? Mentre i cantieri slittano al 2026 e oltre, vediamo parchi pubblici invasi da erbacce, illuminazione stradale difettosa e un senso generale di abbandono che ci fa sentire come cittadini di serie B. In tanti si chiedono se le priorità siano corrette, soprattutto quando ricordiamo che Roma, con il suo turismo e la sua vitalità, potrebbe essere un esempio di efficienza. Invece, ci ritroviamo a invidiare altre città europee che hanno risolto questi problemi decenni fa. È un colpo al cuore per chi ama questa città, ma vede solo promesse vuote al posto di azioni concrete.

Per concludere, non possiamo più accettare che il 2037 sia la linea d’arrivo per una metropolitana che avremmo dovuto avere ieri. È tempo che i romani alzino la voce e chiedano un cambio di rotta: dibattiamo nelle piazze, sui social, nelle assemblee di quartiere. Voi, cari lettori, cosa ne pensate? Le nostre strade meritano di meglio, i nostri quartieri un’attenzione immediata. Facciamo sentire il nostro malcontento, perché Roma non è fatta di ritardi, ma di gente che lotta per il suo futuro. Uniti, possiamo spingere per priorità che ci rendano orgogliosi della nostra città.

Fonte

Recuperata auto vuota di Alessandro Giannetti dall’Aniene durante le ricerche

Recuperata auto vuota di Alessandro Giannetti dall’Aniene durante le ricerche