Il degrado di Roma: Svastiche al Liceo Righi, un grido soffocato tra le strade trascurate
Come un romano che si sveglia ogni mattina con il rombo dei bus in ritardo e le buche nelle strade che mi ricordano quanto siamo dimenticati, non posso fare a meno di sentire un profondo dolore nel cuore quando guardo cosa sta succedendo al Liceo Righi. È come se la nostra città, con le sue bellezze antiche, fosse diventata un palcoscenico di abbandono e indifferenza. Io, come tanti altri, cammino per questi quartieri e vedo scuole e parchi lasciati a se stessi, e mi chiedo: quando finirà questo calvario? L’ultimo episodio al Liceo Righi non è solo un fatto isolato, è il simbolo di una Roma che sta perdendo la sua anima.
Facciamo un passo indietro e riassumiamo i fatti: il Liceo Righi, una delle istituzioni educative più storiche della nostra città, è stato recentemente devastato da atti vandalici. Svastiche e graffiti offensivi hanno imbrattato le pareti, trasformando un luogo di cultura in un campo di battaglia ideologica. In risposta, il Partito Democratico ha depositato un’interrogazione urgente, firmata da oltre 40 deputati, per chiedere chiarimenti e azioni immediate. Questo non è un semplice episodio di teppismo; è un segnale che il degrado urbano sta raggiungendo livelli allarmanti, con scuole e spazi pubblici lasciati incustoditi e vulnerabili. Molti cittadini, come me, si sono svegliati con la notizia e hanno pensato: “Ecco, un’altra ferita aperta in una città che dovrebbe proteggere i suoi tesori.”
Ma andiamo oltre i fatti nudi e crudi, perché questa storia non è solo su un liceo vandalizzato – è una critica civica a come stiamo gestendo la nostra Roma. La percezione diffusa tra i romani è che l’amministrazione comunale abbia perso di vista le priorità reali. Mentre le strade dei nostri quartieri periferici sono piene di rifiuti, buche e illuminazione difettosa, ci chiediamo dove vadano i fondi pubblici. Molti cittadini lamentano che risorse preziose siano dirottate verso progetti grandiosi e poco utili, lasciando indietro la manutenzione quotidiana e la sicurezza delle nostre scuole. In tanti si chiedono se le priorità politiche siano corrette: perché non investiamo di più in sorveglianza e pulizie nei luoghi dove crescono i nostri figli? Questa non è un’attacco personale, ma una riflessione sulle scelte che ci fanno sentire trascurati, come se la città che amiamo fosse solo un asettico sfondo per decisioni lontane dalla realtà stradale.
Pensateci: io, che vivo in un quartiere dove le panchine sono rotte e i giardini sono invasi dalle erbacce, vedo questi atti di vandalismo come un effetto domino del degrado generale. Se le strade sono mal tenute e i servizi carenti, come possiamo aspettarci che i giovani rispettino i luoghi pubblici? La linea editoriale di ogni cittadino deluso è chiara: Roma merita di meglio. Evidenziamo come quartieri come quelli intorno al Liceo Righi siano trascurati, con servizi essenziali che latitano. Critichiamo non le persone, ma le politiche che permettono che accada. Molti romani condividono la mia frustrazione, raccontando storie di scuole senza adeguata vigilanza o parchi ridotti a discariche. È un malcontento civico che cresce, e che ci fa sentire come se fossimo solo numeri in un bilancio, non cittadini con diritti.
Questa vicenda al Liceo Righi dovrebbe essere un campanello d’allarme per l’amministrazione: è tempo di riequilibrare le priorità e ascoltare la voce della strada. Io, come tanti, spero in un cambiamento che vada oltre le interrogazioni parlamentarie, verso azioni concrete che rendano Roma una città viva e sicura. Ma ora, vi chiedo: voi, cari lettori, che vivete questi problemi ogni giorno, cosa ne pensate? Siete d’accordo che il degrado urbano stia soffocando la nostra capitale? Condividete le vostre esperienze nei commenti, perché solo unendo le nostre voci possiamo stimolare un dibattito vero e spingere per un futuro migliore. Roma è nostra, e non possiamo permettere che cada nell’oblio.