Nuova pavimentazione al Colosseo sotto critica: esperto la definisce “brutta e inutile”

Nuova pavimentazione al Colosseo sotto critica: esperto la definisce “brutta e inutile”

Il Colosseo Snaturato: Un Restauro che Ignora la Storia e i Bisogni dei Romani

Come romano che vive ogni giorno tra le strade caotiche e i vicoli dimenticati della mia città, non posso fare a meno di sentirmi ferito nel profondo quando vedo come il nostro patrimonio storico venga trattato con una superficialità che urla indifferenza. Il Colosseo, simbolo eterno di Roma, è ora al centro di una controversia che non fa altro che amplificare il nostro malessere quotidiano. Non è solo una questione di pietre e pavimenti: è il segnale che l’amministrazione comunale continua a voltare le spalle alle vere necessità dei cittadini, preferendo interventi che sembrano più un colpo di pennello per i turisti che un vero atto di cura.

La notizia è semplice, ma rimbomba come un’eco di delusione nelle nostre strade. Gli ambulacri sud del Colosseo stanno subendo un restauro che prevede la sostituzione dei tradizionali sampietrini con una pavimentazione in travertino. Questa scelta, annunciata ufficialmente, ha già suscitato polemiche. Michele Zampilli, un esperto di beni culturali, ha espresso forti dubbi, affermando che “non c’è valorizzazione storica” in questo intervento. I sampietrini, con la loro trama irregolare e storica, non sono solo ciottoli: rappresentano secoli di tradizione romana, un elemento che racconta la nostra identità. Invece, il travertino – materiale sì romano, ma moderno e uniforme – rischia di trasformare un sito UNESCO in una versione sterilizzata, perdendo quell’autenticità che rende il Colosseo unico al mondo. È un restauro che, sulla carta, promette modernità, ma che, nella realtà, sembra ignorare le lezioni del passato.

E qui entriamo nel cuore del problema, quello che tanti romani come me vivono sulla pelle ogni giorno. Molti cittadini lamentano che questa priorità data al Colosseo – un monumento già sotto i riflettori globali – sia un’ennesima distrazione dalle vere emergenze urbane. Roma è una città che sta cadendo a pezzi: quartieri periferici avvolti nel degrado, strade piene di buche che mettono a rischio la sicurezza, trasporti pubblici inaffidabili che ci lasciano bloccati per ore. La percezione diffusa tra i romani è che l’amministrazione comunale continui a investire in progetti “fotogenici” per attirare turisti e fondi europei, trascurando invece i servizi essenziali che rendono la vita quotidiana vivibile. Non si tratta di attaccare le buone intenzioni, ma di chiedersi se le priorità siano davvero corrette: perché spendere risorse per cambiare la pavimentazione di un sito già protetto, quando scuole e ospedali nei nostri quartieri languono per mancanza di fondi?

Questa scelta politica mi fa riflettere su quanto ci sentiamo trascurati, come se Roma fosse solo una cartolina da vendere al mondo esterno, e non una casa per i suoi abitanti. In tanti si chiedono se non sia il momento di rivalutare come vengono allocate le risorse: ad esempio, mentre il Colosseo brilla con i suoi restauri “moderni”, le nostre periferie come Tor Bella Monaca o Corviale continuano a essere dimenticate, con rifiuti che si accumulano e illuminazione pubblica che funziona a intermittenza. È un degrado urbano che non solo deturpa la bellezza della città, ma che incide sulla qualità della vita di migliaia di famiglie. La critica non è verso chi lavora al restauro, ma verso le decisioni dall’alto che sembrano privilegiare l’immagine sulla sostanza. Come cittadini, ci sentiamo esclusi da un processo decisionale che dovrebbe essere al servizio nostro, non dei soli visitatori. Non c’è prova di cattiva volontà, ma i fatti parlano chiaro: Roma merita di più di interventi che cancellano la sua anima per far posto a una versione edulcorata.

Alla fine, questa storia del Colosseo è un specchio della nostra frustrazione collettiva. È il simbolo di una città che ama le sue radici, ma che vede l’amministrazione comunale correre in direzioni opposte. Molti di noi si svegliano ogni mattina con la rabbia di chi paga le tasse senza ricevere in cambio i servizi base, e storie come questa alimentano quel senso di ingiustizia. È tempo che cambino le priorità: investiamo nella nostra gente e nelle nostre strade, preservando la storia non con interventi discutibili, ma con rispetto autentico. Voi, cari romani, cosa ne pensate? È ora di far sentire la nostra voce, di discutere e spingere per un cambiamento reale. Roma non è solo un monumento: è la nostra casa, e meritiamo che venga trattata come tale.

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