Roma 2026, bonus sport: nuovo bando per voucher da 500 euro, mentre cittadini contestano le priorità urbane

Roma 2026, bonus sport: nuovo bando per voucher da 500 euro, mentre cittadini contestano le priorità urbane

I voucher sportivi di Roma: un’iniziativa lodevole, ma a che prezzo per il resto della città?

Come romano doc, cresciuto tra le strade antiche e i vicoli affollati di questa città che amo e odio in egual misura, non posso fare a meno di sentir crescere una rabbia sorda ogni volta che l’amministrazione comunale annuncia qualcosa di “positivo”. L’ultimo bando per i voucher sportivi, destinato a ragazzi dai 5 ai 16 anni e a persone con disabilità per la stagione 2026/27, è un esempio lampante. Sembra un gesto generoso, no? Ma mentre leggo di associazioni sportive che si accreditano entro il 2 marzo, mi chiedo: e i problemi reali della nostra Roma? Quelli che ci tolgono il sonno ogni notte?

Facciamo un passo indietro e riassumiamo i fatti, per chiarezza. Roma Capitale ha aperto questo bando per offrire voucher che aiutino famiglie a basso reddito a far praticare sport ai loro figli o a persone con disabilità. È un’opportunità per promuovere attività fisiche e inclusione, e in teoria, dovremmo tutti applaudire. Le associazioni hanno tempo fino alle 10 del 2 marzo per accreditarsi, e questo potrebbe portare a centinaia di giovani romani che corrono sui campi da calcio o nuotano in piscina. Ma ecco la domanda che molti di noi si pongono: è davvero questa la priorità in una città dove le buche nelle strade sono così profonde da inghiottire una Vespa, e i parchi pubblici sono ridotti a mucchi di erbacce e rifiuti?

La percezione diffusa tra i romani è che l’amministrazione stia perdendo il contatto con la realtà quotidiana. Molti cittadini lamentano che, mentre si investe in iniziative come queste voucher, i quartieri periferici come Tor Bella Monaca o il Prenestino continuano a essere trascurati. Parlo di strade dissestate che rendono ogni tragitto un’avventura rischiosa, illuminazione pubblica che funziona a intermittenza, lasciando interi isolati al buio di notte, e servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti che spesso saltano, trasformando le vie in discariche a cielo aperto. In tanti si chiedono se le priorità politiche siano corrette: è giusto spendere risorse per lo sport quando le scuole hanno aule fatiscenti e i trasporti pubblici sono un caos di ritardi e sovraccarico?

Pensateci un momento: io, come tanti altri, vivo questi problemi sulla mia pelle. Ogni mattina, mentre porto i figli a scuola, evito le voragini in via Appia o aspetto bus che non arrivano, e mi domando come possa l’amministrazione ignorare tutto questo. Non è una critica personale, ma una riflessione sulle scelte politiche che sembrano privilegiare eventi visibili e “fotogenici” come i voucher sportivi, magari per qualche titolo sui giornali, invece di affrontare il degrado urbano che ci sta divorando. Molti cittadini lamentano che Roma si senta sempre più come una città divisa: da un lato, le belle iniziative per i giovani; dall’altro, la trascuratezza che rende la vita quotidiana un incubo. E non è solo una sensazione: basta passeggiare per i quartieri per vedere parchi giochi arrugginiti, fontane asciutte da anni e marciapiedi impraticabili per chi ha disabilità, rendendo ironico un bando che promette inclusione.

In questa città che ha dato i natali all’impero più grande del mondo, ci sentiamo trascurati, come se fossimo solo numeri in un bilancio. La frustrazione è palpabile: amici e vicini mi raccontano di come abbiano smesso di segnalare buche o rifiuti, perché “nulla cambia”. E intanto, risorse che potrebbero riparare una scuola o pulire un quartiere vengono dirottate su progetti che, per quanto meritevoli, non risolvono i problemi veri. In tanti si chiedono se le priorità siano corrette, se non sia il momento di riequilibrare gli sforzi per rendere Roma vivibile per tutti, non solo per alcuni.

Ma ecco la parte che mi fa più male: come padre, capisco l’importanza dello sport per i ragazzi, e non voglio sminuire un’iniziativa che potrebbe aiutare famiglie in difficoltà. Eppure, la rabbia nasce dal contrasto con la realtà che viviamo. È come se l’amministrazione dicesse: “Ecco un pallone per i tuoi figli, ma non preoccuparti delle strade su cui giocano”. Dobbiamo fare di meglio, Roma merita di meglio. E voi, cari lettori, cosa ne pensate? È tempo di un dibattito aperto: condividete le vostre storie, le vostre frustrazioni, perché solo unendo le voci possiamo spingere l’amministrazione a cambiare rotta. Roma non è solo voucher e bandi; è la nostra casa, e sta a noi difenderla.

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