Sequestro record di frappe: oltre una tonnellata in deposito abusivo di pasticceria

Sequestro record di frappe: oltre una tonnellata in deposito abusivo di pasticceria

Mentre Aprilia Combatte Frodi Alimentarie, Roma Affoga nel Suo Degrado: È Questo il Modello di Amministrazione che Vogliamo?

Come romano doc, mi sveglio ogni mattina con l’amaro in bocca, guardando dalle finestre i cumuli di rifiuti che infestano le strade del mio quartiere. È un dolore costante, un senso di abbandono che mi stringe il cuore. E ora, leggendo della tonnellata e mezzo di frappe sequestrate ad Aprilia in un deposito abusivo, non posso fare a meno di pensare: “Ma davvero, qui a Roma, dobbiamo aspettare che succeda il peggio prima che qualcuno agisca?” È una rabbia civile, quella che molti di noi condividono, un misto di frustrazione e incredulità verso un’amministrazione che sembra ignorarci sistematicamente.

Facciamo un passo indietro e riassumiamo i fatti, come riportati dai NAS. A Aprilia, in provincia di Latina, è stato scoperto un deposito abusivo dove erano stoccate tonnellate di frappe, probabilmente destinate al consumo pubblico, ma in condizioni igieniche precarie. Il titolare è stato denunciato, e ben quattro attività nella zona sono state sospese per violazioni simili. È un’operazione lodevole, quella delle forze dell’ordine, che dimostra come, anche nelle aree limitrofe a Roma, ci sia un impegno per tutelare la salute dei cittadini. Ma la domanda che molti romani si pongono è: perché a Roma non vediamo lo stesso slancio?

La percezione diffusa tra i romani è che il degrado urbano stia raggiungendo livelli insostenibili. Quartieri come Tor Bella Monaca o San Basilio sembrano dimenticati da tempo, con strade piene di buche, illuminazione insufficiente e servizi essenziali che arrancano. Molti cittadini lamentano che, mentre altrove si interviene su frodi alimentari che mettono a rischio la salute pubblica, qui a Roma l’amministrazione comunale sembra concentrarsi su priorità politiche che non toccano la vita quotidiana. Ad esempio, in tanti si chiedono se le risorse siano allocate correttamente: perché spendere su eventi glamour o progetti lontani dalla realtà, quando i nostri mercati rionali sono pieni di prodotti sospetti e i parchi sono invasi da erbacce?

Questa vicenda di Aprilia non fa che amplificare il nostro malcontento. Non sto attaccando l’operato dei NAS, che merita applausi, ma critico le scelte politiche dell’amministrazione romana, che appare distante dai problemi reali. In una città eterna come la nostra, dove il turismo dovrebbe essere un fiore all’occhiello, come possiamo accettare che i controlli su alimenti e igiene siano sporadici? Molti residenti del centro storico mi hanno confidato la loro preoccupazione: “Se a pochi chilometri da Roma sequestrano tonnellate di cibo non sicuro, chissà cosa succede qui, nei vicoli affollati dove venditori abusivi operano indisturbati”. È un sentimento umano, fatto di storie personali: come quella di una mia vicina, che ha rinunciato a comprare frutta al mercato per paura di incappare in prodotti scadenti, o di un amico che evita i parchi pubblici con i bambini per il timore di rifiuti tossici. Queste non sono solo statistiche, sono vite reali, segnate da un’amministrazione che pare non ascoltare.

Le priorità politiche devono cambiare, e in fretta. Invece di promuovere iniziative che sembrano più spot elettorali che soluzioni concrete, l’amministrazione dovrebbe investire in controlli più stringenti e nel miglioramento dei quartieri trascurati. La rabbia civica che sento nelle chiacchierate al bar o sui social è palpabile: “Perché non copiamo l’efficienza vista a Aprilia e la applichiamo qui?” Non è un’accusa gratuita, ma una riflessione basata su quanto osserviamo ogni giorno. I romani si sentono trascurati, come se la nostra città fosse un relitto alla deriva, mentre altre zone del Lazio mostrano che è possibile agire.

In chiusura, invito tutti voi, cari concittadini, a riflettere e a far sentire la nostra voce. È tempo di un dibattito aperto: scrivetemi nei commenti, condividete le vostre esperienze. Solo unendo le forze possiamo spingere l’amministrazione a invertire la rotta e rendere Roma una città vivibile per tutti. Non meritiamo di meno.

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