Tragedia sull’A24: Morte di Michele Di Pumpo solleva dubbi sulla sicurezza stradale.

Tragedia sull’A24: Morte di Michele Di Pumpo solleva dubbi sulla sicurezza stradale.

Tragedia sull’A24: Un Altro Segno del Degrado che Ci Sta Inghiotendo?

Come romano da una vita, ogni volta che sento di un incidente come quello che ha portato via Michele Di Pumpo, provo un misto di rabbia e impotenza che mi toglie il fiato. È come se la nostra città, la mia Roma, non fosse più un luogo di sogni e bellezza, ma un labirinto di pericoli ignorati. Oggi, mentre leggo di questo giovane allievo della Scuola sottufficiali della Guardia di Finanza, strappato via in un incidente tra auto e camion sull’A24, non posso fare a meno di pensare: quante vite ancora devono essere sacrificate prima che qualcuno in Campidoglio si svegli?

Facciamo un passo indietro e riassumiamo i fatti, perché la tragedia di Michele Di Pumpo non è solo un evento isolato, ma il simbolo di un problema più ampio. Secondo le notizie, l’allievo è stato vittima di un terribile scontro sull’autostrada A24, quella che collega Roma al resto d’Italia e che troppi di noi percorrono ogni giorno per lavoro o famiglia. Un’auto contro un camion, un attimo di distrazione o forse una strada non all’altezza, e una giovane vita si spegne. Michele, con i suoi sogni e le sue ambizioni, ora è solo un nome in un bollettino, ma per noi romani è un ricordo vivente di quanto il nostro quotidiano sia diventato pericoloso.

Ora, come cittadino che vive questi problemi sulla pelle, non posso evitare una lettura critica di ciò che sta accadendo. Molti romani lamentano da anni il degrado delle infrastrutture, dalle buche perenni nelle strade del centro ai rischi sulle autostrade che dovrebbero essere sicure. La percezione diffusa è che l’amministrazione comunale abbia perso di vista le priorità essenziali, investendo in progetti che fanno bella figura sui social invece che in manutenzione e sicurezza. In tanti si chiedono se le scelte politiche siano corrette, quando vediamo quartieri come Tor Bella Monaca o Ostia trascurati, con strade dissestate e segnaletica inesistente, mentre fondi vengono dirottati altrove. Non si tratta di attaccare persone, ma di evidenziare come politiche miopi stiano lasciando i romani a combattere contro un sistema che crolla pezzo per pezzo.

Pensateci: quante volte, uscendo di casa al mattino, evitate le buche come ostacoli in un videogioco, o maleducite il traffico che rende ogni viaggio un’avventura ad alto rischio? Io, come tanti altri, ho amici che hanno sfiorato incidenti simili, e la rabbia montata è palpabile. La voce del malcontento dei cittadini è forte nei mercati, nei bar e sui social: “Perché non si investe nella sicurezza stradale, invece di promettere grandi opere che non arrivano mai?” Questa tragedia sull’A24 non fa che amplificare quel senso di trascuratezza che tanti di noi sentono. L’amministrazione sembra essersi dimenticata che Roma non è fatta di monumenti perfetti, ma di persone che vivono, lavorano e muoiono su strade che dovrebbero essere un orgoglio, non una minaccia.

Eppure, tra le crepe di questo degrado, c’è una scintilla di speranza civica. Molti cittadini, come me, stanno organizzando petizioni e incontri per chiedere risposte concrete. In fin dei conti, non vogliamo solo lamentarci; vogliamo un cambiamento che metta al centro la vita quotidiana dei romani. Quindi, vi chiedo: è accettabile che le priorità politiche continuino a ignorare il nostro grido? Michele Di Pumpo non meritava questo, e né lo meritiamo noi. Facciamo sentire la nostra voce, discutiamone, e spingiamo per un futuro in cui Roma non sia più sinonimo di pericoli evitabili. Che ne pensate, cari concittadini? È ora di agire insieme.

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