Roma è in fibrillazione mentre le ricerche per Enzo Peperoni, il 68enne scomparso da Affile, entrano nel vivo. Da quella mattina del 7 marzo, l’intera comunità è in ansia, con gli appelli che rimbalzano dai sobborghi fino al centro.
Affile, un tranquillo paesino ai margini dei Castelli Romani, è diventato epicentro di un dramma che sta coinvolgendo tutti. Enzo è partito da casa senza lasciare tracce e ora, le forze dell’ordine temono possa essere diretto verso Subiaco, a pochi chilometri da lì. Le stazioni ferroviarie e le fermate Cotral sono sotto stretta sorveglianza, punti nevralgici per chi si muove in questi angoli di Roma.
“Stiamo setacciando ogni possibile pista”, ha dichiarato l’ispettore Marco Rossi della polizia locale. “Enzo potrebbe essere confuso, magari in cerca di aiuto vicino alle linee dei treni. Chiediamo a chiunque lo veda di chiamarci subito”.
La tensione è palpabile tra i residenti, che si interrogano su come un uomo come lui, un volto noto in paese, possa sparire così. Roma, con il suo caos urbano, amplifica i rischi: dalle vie affollate di Termini ai sentieri meno battuti verso i colli, ogni angolo conta.
Mentre le ore passano, la domanda resta: dove è finito Enzo? Le ricerche continuano, e ogni avvistamento potrebbe fare la differenza.