Allerta a Roma dopo attacco all’Iran: sorvegliate ambasciate e sinagoghe.

Allerta a Roma dopo attacco all’Iran: sorvegliate ambasciate e sinagoghe.

Roma trema sotto l’ombra dell’attacco all’Iran: le strade della Capitale sono un labirinto di sguardi vigili e sirene lontane.

Dopo l’esplosione di tensioni internazionali, Roma non dorme più tranquilla. Il prefetto Matteo Giannini ha alzato il livello di allerta, con pattuglie che scandagliano i mezzi pubblici affollati e i vicoli stretti del Ghetto ebraico. Sinagoghe e ambasciate sono diventate presidi fortificati, mentre la città eterna si prepara al peggio.

“Stiamo monitorando ogni angolo, giorno e notte”, ha dichiarato il prefetto Giannini in una conferenza stampa improvvisata. “La sicurezza dei romani è la nostra priorità assoluta, ma nessuno può abbassare la guardia”.

Nei quartieri storici come Trastevere e il centro, i residenti raccontano di code più lunghe alle stazioni della metropolitana e di agenti in borghese che pattugliano i caffè affollati. È una Roma diversa, dove il mormorio della folla si mescola a un senso di incertezza palpabile.

Le comunità locali, da quelle ebraiche al Ghetto fino alle aree intorno alle ambasciate, vivono con il fiato sospeso. Un tassista del quartiere Esquilino dice: “Sento che qualcosa è nell’aria, non è solo paura, è come se la città intera stesse aspettando una risposta”.

E mentre le forze dell’ordine rafforzano i controlli, la domanda aleggia: quanto durerà questa tensione? Roma, con le sue fontane e i suoi monumenti, è più che mai al centro di un mondo in bilico. Che cosa succederà domani?

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