Immaginate una Roma che non ha più sete da dare, dove i rubinetti si seccano nel cuore del pomeriggio: domani, martedì 3 marzo 2026, alcune scuole della capitale chiuderanno le porte prima del previsto, lasciando studenti e famiglie nel caos per la mancanza d’acqua dalle 15.
La crisi idrica ha colpito duro, soprattutto nei quartieri centrali come Trastevere e Monti, dove le tubature vecchie di decenni non reggono più. Qui, scuole elementarie e medie dovranno svuotare le aule per evitare disagi, mentre altre zone periferiche come EUR e Ostia restano per ora escluse. I Comuni di Roma e dintorni hanno confermato l’emergenza, con Acea che lotta per ripristinare il flusso.
Ma non è solo un guasto tecnico: “Stiamo lavorando senza sosta per evitare rischi, ma la sicurezza viene prima di tutto”, ha detto il responsabile di Acea in una dichiarazione urgente. Parole che risuonano tra i genitori, già in fila fuori dalle scuole per capire come riorganizzare la giornata.
Intanto, il traffico impazzisce al pensiero di migliaia di studenti che tornano a casa prima, aggravando le vie già congestionate di Roma. I negozianti nei quartieri colpiti parlano di affari persi, con rubinetti a secco che bloccano persino i bagni pubblici.
E se questa carenza durasse oltre domani? Le famiglie si interrogano su come gestire l’incertezza, con la città che rischia di bollire sotto il sole primaverile. Quali soluzioni arriveranno davvero? La risposta è ancora sospesa, e Roma aspetta.