Roma si infiamma per una protesta che potrebbe paralizzare il centro: sabato 14 marzo, migliaia di voci contro il referendum e la guerra sfideranno le strade della Capitale.
Il corteo partirà da piazza della Repubblica alle 14.00, snodandosi attraverso il cuore pulsante di Roma fino a piazza di Porta San Giovanni. Qui, tra i caffè affollati e i monumenti che raccontano secoli di storia, i manifestanti alzeranno slogan per dire “no” a una consultazione che divide l’Italia e per gridare contro i venti di guerra che soffiano dall’Europa.
Roma non è nuova a queste mobilitazioni, ma questa volta l’aria è elettrica. I quartieri centrali, da Repubblica al quartiere Esquilino, si preparano a un’onda di folla che potrebbe bloccare il traffico per ore. Le autorità hanno già annunciato deviazioni per bus e tram, con possibili disagi fino a sera. “Questa manifestazione è un segnale chiaro: la gente di Roma non resta in silenzio di fronte a decisioni che riguardano il nostro futuro”, ha dichiarato un portavoce degli organizzatori, un attivista locale da anni in prima linea per i diritti.
Mentre la città si anima, negozianti e pendolari si interrogano su cosa accadrà dopo. La polizia è in allerta, pronta a gestire la folla, ma l’attenzione pubblica cresce: quanti si uniscono alla marcia? E come inciderà tutto questo sul dibattito nazionale?