Roma, la città eterna, si risveglia con l’ombra di un delitto irrisolto che torna a infiammare le strade.
Marco Di Muro, l’uomo che nel 2012 immerse Federica Mangiapelo nelle acque del Lago di Bracciano, è di nuovo libero. Dopo anni dietro le sbarre, è uscito dal carcere e a giugno chiuderà per sempre quel capitolo di dolore, dicono le fonti giudiziarie. Ma per chi ha perso tutto, il tempo non guarisce mai.
I quartieri intorno a Bracciano, a pochi chilometri dal cuore di Roma, conoscono bene questa ferita. Qui, dove la campagna si mescola con i sobborghi della capitale, la notizia ha riaperto vecchie paure. Famiglie che passeggiano lungo le rive del lago ora si guardano intorno, chiedendosi se la giustizia abbia davvero fatto il suo corso.
Il padre di Federica, Luigi Mangiapelo, non ha usato mezze parole. “Mia figlia al cimitero, e lui in giro per Roma”, ha detto con voce rotta, parlando da casa sua in un quartiere periferico. Le sue parole echeggiano nelle piazze affollate, dove la cronaca Roma non è solo notizia, ma una storia che tutti sentono personale.
Mentre la città si prepara all’estate, con turisti che invadono le vie del centro, c’è chi si interroga: è davvero finita? O questo ritorno alla libertà riaccenderà tensioni sepolte? La gente mormora nei bar di Trastevere, e le domande restano sospese. Cosa succederà dopo giugno?