San Lorenzo: tra riqualificazione e paura, la fuga dei giovani è cominciata

San Lorenzo: tra riqualificazione e paura, la fuga dei giovani è cominciata

San Lorenzo, un rione che ha visto passare generazioni di studenti e aspiranti professionisti, ora è purtroppo associato a un’altra realtà: quella della paura. “La laurea e poi addio, qui non c’è sicurezza” è un grido di allerta che riecheggia tra le strade, mentre i giovani iniziano a lasciare la città per cercare fortune altrove, lontani da una zona dove ogni giorno si vive con il terrore di essere aggrediti.

Le recenti cronache hanno raccontato di rapine in pieno giorno, due donne seguite e poi aggredite, un episodio che ha scatenato una psicosi collettiva. “Buffer zone”, la chiamano alcuni, una zona di non sicurezza in un quartiere che dovrebbe rappresentare la vitalità giovanile e l’innovazione. Eppure, le immagini di San Lorenzo non descrivono solo bar e murales artistici, ma anche una realtà di degrado e paura che tiene i futuri laureati lontani.

Possibile che, mentre il Comune si batte per riqualificare le piazze e rendere il lungofiume più verde, il problema della sicurezza rimanga irrisolto? I progetti di riqualificazione sono lodevoli, ma non possono bastare a coprire una falla così profonda. “Viviamo qui con la speranza di una vita migliore, ma se non ci sentiamo al sicuro, perché restare?” dice una giovane che vive e studia nel rione.

Non è solo una questione di bellezza urbana, è questione di vita quotidiana. Le istituzioni devono farsi carico di queste situazioni, non basta abbellire, è necessario restaurare anche la sicurezza. E allora, è giusto rimanere a San Lorenzo quando la paura è in agguato? Cosa ci vorrà affinché questa gioventù non debba dire addio a un quartiere che potrebbe offrire così tanto, se solo ci fosse più attenzione?

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