Roma non si ferma mai, ma oggi le sue strade bucherelle tremano sotto il peso di un nuovo scandalo: mazzette per la manutenzione stradale che potrebbero aver messo a rischio la vita di migliaia di cittadini.
La procura di Roma ha chiesto il processo per 37 indagati, tra funzionari, appaltatori e imprenditori, accusati di corruzione, frodi e addirittura associazione a delinquere. Tutto nasce da un’inchiesta che ha scavato nei cantieri delle periferie, dove le buche non sono solo un fastidio quotidiano, ma il sintomo di un sistema marcio.
Immaginate le strade di Tor Bella Monaca o del quartiere Prenestino, già congestionate dal traffico, lasciate nel caos per anni. Secondo gli inquirenti, mazzette da migliaia di euro hanno distorto gare d’appalto, favorendo lavori di scarsa qualità o mai completati. È un colpo al cuore della città, dove ogni giorno romani in scooter o auto sfrecciano su asfalto insicuro.
Un testimone oculare, un operaio che ha lavorato in quei cantieri, racconta: “Ho visto con i miei occhi come materiali scadenti sostituissero quelli promessi, e tutti tacevano per paura”. Le sue parole riecheggiano tra le vie, alzando un’onda di indignazione.
Ora, mentre la procura spinge per un processo rapido, Roma si interroga: chi ha davvero controllato questi appalti? La risposta potrebbe scuotere l’intera rete di manutenzione urbana, lasciando i cittadini a chiedersi se le strade sotto i loro piedi siano sicure o solo un’illusione.