La terra trema di nuovo vicino a Roma, svegliando i residenti nei Castelli Romani nella notte più buia.
Due scosse leggere, di magnitudo 2.1, hanno fatto vibrare il suolo a 3 km a est di Lariano, proprio ai margini dei colli vulcanici che circondano la Capitale. Erano le prime ore del 6 marzo, quando il silenzio è stato interrotto da un brivido improvviso.
Gli abitanti di Lariano e dei dintorni, come Velletri e i borghi vicini, hanno sentito le case oscillare. “Ho pensato che fosse un camion che passava, ma poi ho visto i bicchieri tremare sul tavolo”, racconta Marco, un residente di 45 anni che vive lì da decenni. Le sue parole rispecchiano la paura diffusa in queste zone, dove il ricordo dei sismi passati è ancora vivo.
Le autorità hanno confermato il terremoto, con epicentro a poca distanza da Roma. I Castelli Romani, con le loro strade antiche e i palazzi storici, sono un’area sensibile, e ogni scossa riaccende l’allarme per la sicurezza delle abitazioni.
Nessun danno grave è stato segnalato finora, ma la tensione cresce tra i cittadini. Con Roma così vicina, ogni evento come questo porta domande sulle verifiche sulle infrastrutture.
Mentre gli esperti monitorano possibili repliche, la comunità si interroga: è solo un episodio isolato o un segnale di qualcosa di più?