Una scossa di terremoto ha fatto tremare la terra fino ai confini di Roma, svegliando migliaia di persone nel cuore della notte e accendendo la paura in una città già segnata dal suo passato sismico.
È successo poco dopo le 2 del mattino, quando i sismografi dell’INGV hanno registrato un movimento di magnitudo 3.5 a Leonessa, in provincia di Rieti, a soli 100 chilometri da Roma. Le vibrazioni si sono propagate verso sud, raggiungendo quartieri come il centro storico e le periferie orientali, dove edifici antichi e moderni hanno scricchiolato sotto la pressione.
“Ho sentito la casa oscillare come se fosse un’onda, ho preso i bambini e siamo corsi fuori”, racconta Maria Rossi, una residente del quartiere Prenestino, ancora con la voce tremante. La sua testimonianza è comune tra chi vive ai margini della città, dove l’allerta sismica è sempre in agguato.
Le autorità locali sono già al lavoro, con i vigili del fuoco che pattugliano le zone più esposte, ma i romani si chiedono se basti. Dopo anni di dibattiti su messa in sicurezza e rischio idrogeologico, eventi come questo riportano alla luce le fragilità di una metropoli affollata.
E mentre gli esperti monitorano possibili repliche, l’intera città resta in attesa, con il dubbio che aleggia: quanto ancora potremo ignorare i segnali della terra?