In una notte buia tra le strade affollate di Roma, un dramma familiare è esploso in violenza, lasciando una vita spezzata e la città sotto shock.
Un novantenne, aggredito dal proprio figlio durante una lite ad Ausonia, è morto dopo due settimane di agonia al Policlinico Gemelli. L’uomo, già fragile per l’età, non ce l’ha fatta, e ora Roma piange un’altra vittima di rabbia cieca.
Il figlio, un uomo di mezza età con un passato tormentato, era stato arrestato subito dopo l’accaduto per tentato omicidio. La lite, scoppiata in un quartiere periferico, ha coinvolto urla e colpi che i vicini non dimenticheranno.
“Ho sentito le grida provenire dalla casa accanto, un suono che mi ha gelato il sangue”, racconta una testimone del posto, ancora scossa. “Roma non è solo monumenti, è gente che soffre nelle sue vie”.
Mentre la procura indaga sui dettagli, la tensione in città cresce. Cos’altro si nasconde dietro queste mura? La comunità si domanda se la violenza domestica possa mai essere fermata.