A Roma, nel cuore del Parco Marconi, un ragazzo di 13 anni ha affrontato l’orrore della violenza tra coetanei, solo per aver difeso le amiche dalle prese in giro.
È successo ieri pomeriggio, in quel verde spazio urbano che i romani conoscono bene, tra i vialetti affollati e le panchine dove famiglie e giovani si riuniscono. Il giovane, un volontario della Comunità di Sant’Egidio, è stato aggredito da un gruppo di ragazzini della sua età, armati di tirapugni. Tutto è partito da un gesto semplice: aveva risposto alle loro offese, cercando di proteggere le compagne.
La scena è stata rapida e brutale, come spesso accade in questi quartieri periferici di Roma, dove la tensione quotidiana può esplodere in un attimo. Testimoni oculari hanno visto il gruppo circondare il ragazzo, colpendolo con forza prima che intervenissero degli adulti. Uno di loro, un passante che ha chiamato i soccorsi, racconta: “Ho visto quel ragazzino per terra, con il volto gonfio, e ho pensato: come può succedere una cosa del genere qui, a due passi da casa nostra?”.
Le forze dell’ordine sono arrivate in fretta, ma i responsabili sono fuggiti tra le vie del quartiere, lasciando dietro di sé un’onda di paura. Il Parco Marconi, un angolo di Roma che dovrebbe essere un rifugio per i giovani, ora risuona di voci preoccupate: è il terzo episodio simile in pochi mesi, con adolescenti che usano armi improvvisate per regolare conti da strada.
Cosa spinge questi ragazzi a tanto? Le indagini della polizia stanno scavando nei dettagli, ma per le famiglie del quartiere, la domanda resta: Roma sta perdendo il controllo delle sue piazze, o è solo l’inizio di qualcosa di più grande? Non c’è pace, e tutti aspettano risposte.