Allarme sanità a Roma: 153 milioni per ospedali, ma personale ko sul territorio

Allarme sanità a Roma: 153 milioni per ospedali, ma personale ko sul territorio

Roma è una città eterna, ma il suo sistema sanitario sta lottando per non crollare sotto il peso delle attese infinite. Con 153 milioni di euro investiti in macchinari e strutture, la promessa di una sanità più forte si scontra con la realtà delle corsie vuote e dei medici assenti.

Questi fondi, stanziati per il Lazio e concentrati soprattutto sui nosocomi di Roma, mirano a modernizzare attrezzature e edifici in quartieri come il centro storico e l’EUR. Immaginate sale operatorie all’avanguardia al Policlinico Umberto I, dove nuovi scanner potrebbero ridurre i tempi di diagnosi. Eppure, mentre le ruspe iniziano a muoversi, i romani continuano a rinuncare alle cure per disperazione.

“Ho atteso sei mesi per una visita cardiologica e alla fine ho rinunciato, non ce la facevo più”, racconta Maria, una residente di Trastevere che da anni combatte con problemi di salute. La sua voce rispecchia quella di migliaia di cittadini, intrappolati in un labirinto di burocrazia e carenze.

La urgenza è palpabile nelle periferie, dove ospedali come il San Camillo lottano con la mancanza di infermieri e specialisti. Gli investimenti in sanità a Roma promettono sollievo, ma senza personale adeguato, macchine e muri non bastano. Ogni giorno, nuove storie emergono da quartieri come Tor Bella Monaca, dove le file agli ambulatori si allungano come ombre al tramonto.

E ora? Con questi milioni che iniziano a circolare, la città attende risposte vere. Riusciranno a colmare il vuoto nei reparti o resterà solo un’eco di promesse? I romani se lo chiedono, e la tensione cresce.

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