La tragedia di Luca Simonassi: la sicurezza stradale è solo un miraggio?

La tragedia di Luca Simonassi: la sicurezza stradale è solo un miraggio?

È inaccettabile dover parlare di un manager, un uomo di 59 anni, che perde la vita in un incidente stradale. Luca Simonassi, ex direttore commerciale di Sibeg e volto noto nel suo settore, lascia un vuoto profondo non solo nel suo lavoro, ma anche in una comunità che lo stimava per la sua professionalità e umanità. Ma a cosa serve la commozione se poi non ci si interroga sulle vere cause che portano a tragedie simili?

Il triste epilogo di Simonassi riporta alla ribalta una questione che non può essere ignorata. In una città come Catania, dove il traffico è un incubo quotidiano, quante altre vite devono andare perdute prima che si prendano misure adeguate per garantire la sicurezza di tutti? La strada diventa una roulette russa, dove il destino gioca brutti scherzi e i nefasti incidenti sembrano essere all’ordine del giorno.

“In un momento, tutto può cambiare” ha detto un amico di Simonassi, commentando l’accaduto. È proprio così che ci si sente davanti a queste tragedie; un attimo prima si è a pieno ritmo nella vita e, il momento dopo, ci si ritrova a piangere un amico. Ma le domande restano: chi è responsabile? Gli automobilisti? Le istituzioni che non garantiscono infrastrutture adeguate? O un sistema che ignora il problema fino a quando non è troppo tardi?

Simonas si è spento, ma il suo ricordo deve farci riflettere. Non possiamo permetterci di essere inerti di fronte a un panorama di insicurezza e da un’abitudine a sottovalutare la vita di chi ci circonda. Servono misure immediati, non solo lacrime. La sicurezza stradale deve diventare una priorità, non un optional.

E così, mentre ci chiediamo come sia possibile che nel 2023 si debba ancora dibattere della sicurezza delle strade, ci resta solo una domanda da porre: quante altre tragedie ci vorranno per finalmente svegliarci dal torpore collettivo?

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