Un’altra giornata di ordinaria follia sulle strade di Roma: una donna ubriaca ha deciso di imboccare contromano la trafficatissima via Pontina, provocando un incidente che ha coinvolto quattro auto. Fortunatamente, la prontezza della polizia ha evitato il peggio, ma la domanda resta: fino a quando dovremo continuare a subire simili episodi?
Nel bel mezzo di una capitale che già lotta con il caos del traffico, ci viene ricordato che l’alcol continua a essere uno dei nemici più insidiosi al volante. Eppure, ogni volta che sentirò un mattino di lunedì, troverò qualche notizia del genere affinché il dibattito sulla sicurezza stradale diventi un tema di discussione. A cosa serve, se non riusciamo ad agire?
“Non possiamo continuare a sottovalutare il problema dell’alcol alla guida. Ogni giorno, ci sono persone che mettono in pericolo le vite altrui”, ha dichiarato un agente, visibilmente schifato dall’incidente. Le parole risuonano come un mantra generazionale, ma chi le ascolta davvero? La sensazione è che i conducenti, beffardi e impuniti, non temano le conseguenze delle loro azioni, mentre i residenti di Roma continuano a vivere nella paura di ritrovarsi coinvolti in un altro drammatico incidente.
Estirpare questa piaga non è solo compito delle forze dell’ordine. Le campagne di sensibilizzazione sembrano spesso svanire nel nulla, e l’inefficienza delle misure preventive non gioca a nostro favore. Gli automobilisti devono rendersi conto che con ogni drink che bevono, stanno giocando alla roulette russa con le vite degli altri. E noi, cittadini, cosa facciamo per farci sentire?
La verità è che l’inerzia va spezzata. Il grido di aiuto deve alzarsi fino a mettere i politici sotto pressione perché approvino misure più severe. Non possiamo continuare a tollerare chi sceglie di metterci in pericolo. Qual è il prezzo che siamo disposti a pagare per la nostra sicurezza sulle strade di Roma?