CERCIELLO Elder ai pm: “Ci hanno aggredito. Non ci dissero di essere Carabinieri”

CERCIELLO Elder ai pm racconta la sua versione dei fatti circa la notte dell’omicidio del brigadiere.

CERCIELLO Elder ha reso alcune dichiarazioni spontanee durante il processo. Il giovane americano è accusato di concorso in omicidio insieme a Natale Hjorth. “In un attimo – racconta – si sono girati e si sono avventati su di noi senza dire una parola, senza qualificarsi. L’uomo più grande era una montagna, mi ha buttato per terra mettendo tutto il suo peso su di me“.

Mi trovavo – prosegue – con la schiena sull’asfalto. Di quello che è successo dopo ricordo poco, a parte un senso di choc. Lui mi mise le mani sul petto e sul collo, premendo come per tentare di soffocarmi. Io invece provavo a divincolarmi. Sono andato in panico e pensavo che volesse uccidermi. Quando ho sentito le sue mani sul collo, istintivamente ho preso il coltello e l’ho colpito per togliermelo di dosso. Non pensavo a nulla, ero solo terrorizzato“.

Il tutto non è durato che pochi secondi – continua – Ho avuto l’impressione che stesse cercando qualcosa. Dopo alcuni colpi, ha preso la mano in cui tenevo il coltello e ha provato a rivolgerla su di me. Allora io ho cambiato mano e ho continuato a colpirlo. Volevo assolutamente liberarmi dal peso di quella persona. Entrambi ci hanno aggredito e sembrava volessero farci del male. Non ci hanno mostrato alcun tesserino di identificazione, non hanno detto Polizia o Carabinieri. Quest’ultima parola non l’avrei comunque capita, anzi mi sono reso conto di cosa significava solo dopo essere stato arrestato“.