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Politica

Gianni Alemanno: “Gran parte dei cittadini contraria all’invio di armi in Ucraina”

L’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno avverte il nuovo governo sull’atteggiamento da tenere sulla guerra

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Gianni Alemanno: “Gran parte dei cittadini contraria all’invio di armi in Ucraina”

Gianni Alemanno ribadisce il suo fermo ‘no’ alla guerra tra russi e ucraini. Intervistato da ‘Avvenire‘, l’ex primo cittadino capitolino, tra gli esponenti più longevi della destra italiana, annuncia la sua presenza alla manifestazione per la pace che si terrà a Roma il prossimo 5 novembre. E invita il nuovo governo presieduto da Giorgia Meloni, che pure considera un ‘traguardo storico’, a cambiare la linea in merito al conflitto.

ALEMANNO: “SERVE DIALOGO OLTRE IL POSIZIONAMENTO”

L’adesione alla manifestazione – esordisce – è una tappa del percorso intrapreso lo scorso maggio con un convegno sulla pace e la costituzione del comitato ‘Fermare la guerra’. Ad esso hanno aderito, con la propria firma, circa mille persone, tra intellettuali, politici ed esponenti della società civile. Vogliamo cercare un dialogo al di là di come ci posizioniamo. Perchè questi sono temi che riguardano tutta la comunità“.

ALEMANNO: “MANIFESTAZIONE NON STRUMENTALIZZATA”

In piazza ci sarà anche la sinistra: “Mentirei se dicessi di non essere a disagio. Tuttavia la gravità della situazione me lo fa superare. Questa poi è una manifestazione senza simboli politici, promossa dalla società civile. I partiti saranno dunque ospiti. Abbiamo messo le mani avanti per chiedere di evitare strumentalizzazioni anti governative. La vera frattura poi è quella certificata dai sondaggi, secondo cui gran parte dei cittadini è contraria all’invio di armi a Kiev“.

ALEMANNO: “ASSURDO ARMI SENZA PROPOSTE DI PACE”

Basta rifornimenti dunque: “Bisogna sospenderli e legare ciò al cessate il fuoco. E’ assurdo che si continui ad inviare armi e a mettere sanzioni senza fare proposte di pace. Bisogna invertire il meccanismo. Se si continua a mandare armi chiedendo il cessate il fuoco, i russi la considereranno una strategia per prendere tempo. Invece nessuno dei due contendenti può vincere. Se si insiste, si rischia un’escalation fino al disastro nucleare o una guerra interminabile”.

ALEMANNO: “NATO TORNI ALLEANZA DIFENSIVA”

Su come dovrà essere strutturata questa pace, Alemanno è sicuro: “Bisogna affrontare il tema dello schieramento dell’Ucraina nella Nato e quello del Donbass. Prendere atto ora delle volontà delle popolazioni, dopo i referendum, sbagliati, indetti dalla Russia, è poco praticabile. L’unica è un cessate il fuoco e un tavolo per trattare. La Nato? Deve tornare ad essere un’alleanza difensiva. Però credo che bisogna pensare ad una difesa europea, perchè in un mondo multipolare come questo certi schieramenti sono superati“.

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Ottaviani (Lega) “E’ il Pd ad aver penalizzato Roma e Lazio, Zingaretti e Patanè chiedano scusa”

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Ottaviani (Lega) “E’ il Pd ad aver penalizzato Roma e Lazio, Zingaretti e Patanè chiedano scusa”

È davvero incredibile la faccia tosta con cui Zingaretti e Patanè attaccano Matteo Salvini. Il primo ha governato il Lazio per 10 anni e, tra i tanti ‘successi’ amministrativi, Roma ricorderà sempre la chiusura senza alternative della discarica di Malagrotta.

Questa decisione ha fatto piombare la città in un’emergenza rifiuti e ha costretto i cittadini a pagare una delle TARI più alte d’Italia. Il secondo, invece, non è in grado nemmeno di garantire i servizi minimi del trasporto pubblico nella città.

Grazie a Matteo Salvini, a Roma sono arrivati miliardi di euro per la Metro C, risorse fondamentali per sbloccare un’opera necessaria per la Capitale. È evidente che siano stati i dem, con la loro inadeguatezza politica, a penalizzare Roma e il Lazio. Chiedano scusa, invece di tentare di dare lezioni”. Lo dichiara il deputato della Lega Nicola Ottaviani.

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Alle elezioni europee ricordiamoci di chi ci obbligava a vaccinarci e che ora difende il Genocidio

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Alle elezioni europee ricordiamoci di chi ci obbligava a vaccinarci e che ora difende il Genocidio

Verba Volant scripta manent. Alle prossime elezioni europee ricordiamoci dei politici e degli schieramenti che ci hanno obbligato a vaccinarci, con l’obbligo del Green Pass dicendoci che non c’era nessun rischio, cosa che invece è stata smentita ufficialmente il primo maggio quando AstraZeneca ha dichiarato che il vaccino covid19 può causare rari casi di trombosi.

Questo nonostante tanti professori e medici della comunità scientifica già avevano detto che il vaccino era sperimentale e che così, come era organizzata la somministrazione, non era corretta. Solo che poi la classe politica dominante, che aveva come premier, prima Conte e poi Mario Draghi, con Roberto Speranza sempre ministro della Salute, andava a creare pressioni notevoli critica il mainstream. Qualche medico è stato cancellato e sospeso dagli albi professionali, qualche questore sospeso dall’attività e più di qualche giornalista declassato e imbavagliato, qualche lavoratore licenziato, qualcuno è morto di trombosi ecc…

Elezioni Europee

Fra meno di un mese ci saranno le elezioni europee che negli anni sono diventate più importanti delle elezioni nazionali e i personaggi bene o male sono sempre gli stessi. Adesso però c’è anche un’altra grana su cui tantissimi politici fanno silenzio, ovvero non condannare i crimini di guerra che sta commettendo il governo Netanyahu, sempre più in crisi al suo interno, ma appoggiato dai poteri forti del mondo occidentale.

Più di 40.000 vittime palestinesi, di cui più della metà donne e bambini. Parliamoci chiaro, non ci vuole nulla a capire che difendere questa strategia militare, nasce da accordi che vanno al di la della pace e della democrazia. Condannare il terrorismo e gli attacchi palestinesi verso civili israeliani è ugualmente vergognoso, ma la risposta militare d’Israele è nettamente sproporzionata.

Per l’Ucraina, tutti i nostri politici hanno fatto campagne di sensibilizzazione, mentre per la Palestina, tutto tace. La verità è che l’Italia è una colonia dell’America, ed ora più che mai ce ne siamo rendendo tutti conto. Quando continueranno a parlare di non violenza o di democrazia, diritti civili e quant’altro, ricordiamoci del Green Pass e del silenzio sul genocidio del popolo palestinese.

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