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Javier Milei, l’ultraliberista trionfa in Argentina: destra mondiale in festa

La vittoria di Javier Milei in Argentina non solo riaccende la speranza dei milioni di elettori che lo hanno preferito rispetto al ministro dell’Economia peronista Sergio Massa, ma anche della destra mondiale. Da Bolsonaro a Trump, da Salvini a Abascal, la vittoria dell’ultraliberista Milei è stata salutata con l’augurio che il nuovo vento sovranista si diffonda. Giorgia Meloni, come altri leader mondiali, si è congratulata per la sua vittoria.
Milei si è presentato in giacca e cravatta al fianco della sorella Karina nel suo primo discorso da vincitore, esultando per l’inizio della ricostruzione e mettendo in guardia contro coloro che resistono per mantenere i loro privilegi. Molte sono le sfide che il presidente eletto deve affrontare per mettere in marcia il nuovo governo e tra le prime urgenze c’è la formazione del suo esecutivo.
Victoria Villaruel, avvocato negazionista, è stata nominata vicepresidente mentre la Giustizia dovrebbe andare al controverso avvocato Mariano Cuneo Libarona. La casella chiave dell’Economia è ancora vuota e il futuro ministro avrà il compito cruciale di mettere in campo le misure promesse per rimettere in piedi il Paese.
La sua coalizione, ‘La libertà avanza’, conta solo su 45 parlamentari, quindi il presidente eletto dovrà trovare una buona strategia politica per mantenersi in sella. Milei è già impegnato a mettere insieme i pezzi e affrontare le pressanti emergenze che presto dovrà affrontare.
La sua vittoria ha avuto un impatto sui mercati, con le azioni delle società argentine quotate che hanno fatto balzi e il dollaro online che è volato oltre i mille pesos. Milei dovrà anche negoziare un pagamento da due miliardi con il FMI. La transizione sarà un’altra sfida da affrontare nei prossimi giorni per il nuovo capo di Stato.
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Arrestata “santona” a Ostia: prometteva di curare il cancro con l’ai

Arrestata “santona” a Ostia: prometteva di curare il cancro con l’ai, condannata a 9 anni. #Ostia #Truffa #Notizie
Una vicenda a dir poco incredibile si è verificata a Ostia, dove una falsa guaritrice, definita una vera e propria “santona”, è stata arrestata e condannata a nove anni di prigione. La donna era riuscita ad ingannare molte persone con la promessa di cure miracolose per il cancro, utilizzando presunti poteri spirituali e facendo affidamento sull’intelligenza artificiale.
L’arresto è avvenuto dopo un’indagine approfondita portata avanti dalle forze dell’ordine che hanno raccolto sufficienti prove contro di lei. “Una manipolazione del dolore altrui” è stata la definizione fornita dagli investigatori, i quali hanno sottolineato come la santona sfruttasse la disperazione delle sue vittime per estorcergli denaro.
La condanna è stata accolta con sollievo dalle vittime e dalle loro famiglie, molte delle quali si erano affidate a lei nella speranza di trovare una cura impossibile. “Una giustizia attesa da tempo”, ha commentato uno dei parenti delle vittime, esprimendo il sentimento comune di chi ha subito questo inganno.
Sebbene la sentenza rappresenti un’importante vittoria, resta la ferita aperta per chi ha vissuto questo dramma. La vicenda solleva interrogativi importanti sull’influenza e le possibilità di frode legate all’uso dell’intelligenza artificiale in ambiti così delicati.
Le autorità continuano a fare appelli alla popolazione affinché resti vigile e diffidente nei confronti di chi promette cure miracolose. Questa storia tragica è un monito su quanto sia essenziale verificare sempre la validità delle informazioni e delle pratiche mediche proposte.
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Orban e il Tango con l’Ue: Un Ballo a Passi di Attrito e Diplomazia

Accordo storico o resa? I dazi tra USA e UE accendono il dibattito. 🌍🤔 #Trump #VonDerLeyen #Orban
C’è chi celebra l’accordo come un “enorme” traguardo, frutto di un “duro negoziato”, e chi invece, come il primo ministro ungherese Viktor Orban, lo vede come una “debolezza commerciale” dell’Unione Europea. “Donald Trump non ha raggiunto un accordo con Ursula von der Leyen, ma piuttosto si è mangiato la presidente della Commissione europea a colazione.” – Un commento pungente per sottolineare la forza di Trump rispetto alla presidente della Commissione.
Orban, notoriamente critico verso Bruxelles, non ha risparmiato le sue parole dure, affermando il suo disappunto per il nuovo impegno dell’UE di acquistare armi ed energia dagli Stati Uniti per circa 750 miliardi di dollari in tre anni. L’accordo, che fissa nuovi dazi al 15% a partire dal primo agosto, esclude materiali come acciaio e alluminio, i cui dazi rimangono al 50%.
“Trump è un negoziatore dei pesi massimi, von der Leyen dei pesi piuma”, ha aggiunto Orban, insistendo sul fatto che nonostante i tentativi di presentarlo come un successo, questo accordo non sarebbe stato positivo per l’Europa. Il leader ungherese ha chiarito che l’Ungheria si tirerà fuori dall’UE se i “vantaggi supereranno gli svantaggi”.
La metafora di Orban non passa inosservata, concludendo che l’accordo con gli Stati Uniti risulti “peggiore” di quello ottenuto dal Regno Unito. La tensione tra il mantenimento dell’alleanza atlantica e gli interessi europei continua ad alimentare il dibattito politico. Resta da vedere come l’unione gestirà queste divisioni in futuro.
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