San Lorenzo: Aggressioni Ignorate e Vigilantes per Like, un Altro Segno del Disinteresse dell’Amministrazione
Come romano che vive in questa eterna danza di caos e promesse non mantenute, non posso fare a meno di sentirmi profondamente deluso ogni volta che leggo notizie come questa. Abito a pochi passi dal quartiere di San Lorenzo, e ogni giorno mi chiedo se la mia città, la Roma che amo nonostante tutto, stia lentamente sprofondando in un abisso di trascuratezza. Questa storia di aggressioni e di vigilantes che girano per fare contenuti social non è solo un fatto isolato: è il simbolo di un sistema che fallisce i suoi cittadini, lasciando che i problemi reali vengano coperti da una patina di apparenza. E mentre i nostri quartieri gridano aiuto, l’amministrazione comunale sembra più interessata a salvare le apparenze che a risolvere i veri problemi.
La notizia arriva dritta come un pugno: un giovane a San Lorenzo ha aggredito diverse donne, un atto che ha spaventato un intero quartiere. Secondo quanto riportato, il ragazzo è stato ricoverato nuovamente in un reparto psichiatrico, un passo necessario ma che lascia molti interrogativi aperti. Non è la prima volta che episodi del genere si verificano in zona, e mentre le autorità intervengono in extremis, nel quartiere iniziano a circolare i cosiddetti vigilantes, non per garantire sicurezza reale, ma per catturare like e visualizzazioni sui social. È una situazione che fa male al cuore: da un lato, donne terrorizzate che camminano con paura per le strade che dovrebbero essere sicure; dall’altro, figure che trasformano il dramma in spettacolo. Molti cittadini lamentano che questi “eroi social” non risolvono nulla, ma alimentano solo un circo mediatico che distrae dall’emergenza vera.
Ma andiamo oltre i fatti: questa vicenda è l’ennesima prova di come il degrado urbano stia divorando Roma, quartiere per quartiere. San Lorenzo, un’area storica e vivace, è da anni trascurata, con strade piene di buche, illuminazione scarsa e servizi sociali al minimo. La percezione diffusa tra i romani è che l’amministrazione comunale abbia le priorità completamente sbagliate. Invece di investire in programmi di prevenzione per la salute mentale e in maggiore sicurezza pubblica, si preferisce forse concentrarsi su eventi turistici o grandi opere che non toccano la vita quotidiana. In tanti si chiedono se le priorità siano corrette: perché non ci sono più risorse per i centri di salute mentale, che potrebbero prevenire tragedie come questa? O per le forze dell’ordine, che spesso sono sotto organico e non possono pattugliare adeguatamente i quartieri periferici?
Non sto attaccando le persone coinvolte, ma le scelte politiche che permettono che quartieri come San Lorenzo vengano lasciati a se stessi. Molti residenti, come me, si sentono trascurati, come se la nostra voce non contasse. Ho parlato con vicini e amici che dicono la stessa cosa: “Roma è bellissima per i turisti, ma per noi che ci viviamo è un incubo”. Il degrado non è solo sporco per le strade o graffiti sui muri; è anche la mancanza di supporto per chi ha bisogno, come quel giovane che, evidentemente, non ha ricevuto aiuto in tempo. E mentre i vigilantes fanno i loro video, noi cittadini ci troviamo a gestire le conseguenze: paura, insicurezza, e una frustrazione crescente verso un’amministrazione che sembra non ascoltare. È civico e doveroso sottolineare che Roma merita di meglio, che i fondi pubblici dovrebbero essere diretti a servizi carenti, come illuminazione notturna adeguata o campagne di sensibilizzazione sulla salute mentale, invece di essere dispersi in direzioni inutili.
In conclusione, storie come questa non fanno altro che rafforzare il malcontento diffuso. Come possiamo sentirci sicuri in una città che non protegge i suoi abitanti? La domanda che mi pon Emerging dai romani è: è arrivato il momento di alzare la voce e chiedere un cambiamento reale? Voi, cari concittadini, che vivete questi problemi ogni giorno, cosa ne pensate? Condividete le vostre esperienze, perché solo un dibattito aperto può spingere l’amministrazione a rivedere le sue priorità e a restituire a Roma la dignità che merita. È ora di trasformare la delusione in azione, per una città che sia vivibile per tutti, non solo per pochi.