‘ANNAmo”, a Roma la street art incontra Anna Magnani

‘ANNAmo”, a Roma la street art incontra Anna Magnani

(Adnkronos) – La street art incontra Anna Magnani nella ‘sua’ via Margutta a 70 anni dalla sua consacrazione mondiale. Dal 19 febbraio al 10 maggio a Roma, negli spazi del Margutta Veggy Food & Art, quindici artisti – Maupal, Mauro Sgarbi, Mobydick, Elena Gallo, Giusy Guerriero, Sid, Ale Senso, Uman, Elisa Tamburrini, Diavu’, Rame13, Er Pinto, Miss K, Lediesis e Blub – reinterpretano Anna Magnani con il linguaggio dell’arte urbana, in una mostra, curata da Bruno Ialuna e ideata da Tina Vannini, che mette in dialogo l’eredità della sua arte cinematografica e il linguaggio dell’arte urbana. L’esposizione dal titolo ‘ANNAmo’ – La street art incontra Anna Magnani’ è un progetto che rende omaggio a un’icona senza tempo

, simbolo di bellezza autentica, intensità e libertà espressiva.

 

Il 1956 è stato un anno cruciale per Anna Magnani: l’attrice vince il Premio Oscar come migliore attrice protagonista per La rosa tatuata e riceve il Golden Globe come migliore attrice in un film drammatico nello stesso anno. Con il suo carisma e il suo spirito indomito, Magnani ha conquistato il mondo, diventando un’icona del cinema neorealista. Oggi, a 70 anni di distanza da questi trionfi, la sua figura continua a ispirare e a vivere attraverso la sua eredità artistica. 

“Un’artista è una cosa molto difficile da definire. Gli artisti sono degli egoisti, degli egocentrici, un po’ esibizionisti. Però guai se non ci fossero”, diceva Anna Magnani in un’intervista del 1964. In questa mostra “tocca a quindici artisti internazionali di arte urbana definire ‘Nannarella’ e confrontarsi con lei. Ognuno a modo suo, con gli studi, le idee e le tecniche che il proprio percorso artistico gli ha suggerito. Sfidando tutte le difficoltà che i veri artisti devono affrontare, quando c’è un tema fisso sul quale devono esprimersi”, dichiara il curatore Bruno Ialuna. “Ognuno di loro esplora temi come la bellezza, la passione, il dolore e l’autenticità che hanno caratterizzato la vita e la carriera della grande attrice. Ogni opera è un omaggio a un aspetto diverso della sua personalità e della sua vita, che ha sempre cercato di vivere senza compromessi, dentro e fuori la scena”. 

“Questa mostra – sottolinea l’ideatrice Tina Vannini – nasce dal desiderio di rileggere Anna Magnani attraverso il linguaggio potente della street art, nel luogo che ha segnato una parte fondamentale della sua vita: via Margutta. Qui, Anna ha vissuto, amato e creato, intrecciando relazioni artistiche decisive, tra cui quella con Federico Fellini. Portare ‘ANNAmo’ in questo spazio significa restituire alla sua memoria un contesto autentico, dove arte e vita si sono sempre incontrate. Quindici artisti contemporanei reinterpretano il suo spirito libero, creando immagini che parlano al presente e celebrano un’eredità culturale ancora viva e attuale” 

Le rughe di Anna, simbolo di una vita intensa e di esperienze vissute senza riserve, sono al centro dell’opera di Maupal. Mauro Sgarbi, attraverso il suo impegno sociale, inserisce Anna Magnani nel suo progetto ‘La carne di Roma’, un richiamo forte alla sua appartenenza a Roma e alla sua passione per la città. L’amore di Anna per gli animali, e in particolare per i suoi amati cani, è celebrato nell’opera di Mobydick, mentre Giusy Guerriero ci mostra il volto della diva ormai segnato dal tempo, un segno tangibile di scelte vissute senza compromessi. Elena Gallo restituisce invece un volto che ride e grida insieme: un’immagine doppia e potentissima, che richiama la consapevolezza dell’attrice di aver trasformato privazioni e ferite nell’origine della propria intensità artistica. 

Un omaggio simbolico e concettuale è quello realizzato da Sid: al centro domina una bilancia romana da cui pende un cuore anatomico, pesato come fosse materia viva e verità ultima. Ale Senso, con l’opera “Pensieri mobili come chiome”, riprende il vortice di idee e la lotta di Anna, donna sempre avanti per i suoi tempi e, per questo, costantemente in battaglia con una società che non la comprendeva completamente. Il concetto di autenticità e forza femminile viene esplorato in profondità anche da Uman, che da sempre tratta il tema della donna come protagonista della propria vita. Con un’intensità più intima e materica, Elisa Tamburrini presenta il trittico tridimensionale ‘A misura di grembo’. Il legame di Anna con Roma è rappresentato in molte opere della mostra: Diavu’, con ‘Mamma Roma (Anna Magnani), Rame13 ed Er Pinto raccontano la sua umanità, la sua semplicità e il suo coraggio. La leggerezza della sua risata e il suo volto intenso, simbolo di una Roma che affronta le difficoltà con dignità, sono ripresi nell’opera di Miss K. Lediesis ripropongono una delle immagini più iconiche di Magnani, un omaggio che la colloca nel pantheon delle ‘superwomen’ contemporanee e che, per la prima volta, arriva in mostra in versione su tela. Infine l’opera di Blub, che celebra la notte della vittoria agli Oscar con il titolo ‘La rosa di Roma’. 

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