Gualtieri per Roma: l’app del sindaco tra critiche e sospetti di uso elettorale

Gualtieri per Roma: l’app del sindaco tra critiche e sospetti di uso elettorale

L’App ‘Gualtieri per Roma’: Un Tocco Digitale Mentre la Città Affoga nel Degrado

Come romano doc, che ogni mattina inciampa nei buchi delle strade del mio quartiere o attende invano un autobus che non arriva, non posso fare a meno di sentir crescere l’amarezza. Roma, la Città Eterna, dovrebbe brillare di orgoglio e efficienza, ma invece ci troviamo a navigare in un mare di incuria e promesse vuote. L’ultima mossa dell’amministrazione comunale – la presentazione di un’app per “partecipazione e donazioni” – mi fa solo pensare: è questa la priorità quando i nostri quartieri stanno crollando?

Facciamo un passo indietro e riassumiamo i fatti. Al teatro Brancaccio, il sindaco Gualtieri ha presentato l’app ‘Gualtieri per Roma’, una piattaforma che promette notizie in tempo reale, opportunità di partecipazione civica, donazioni e persino volontariato. Con un’immagine patinata e un evento che sembra uscito da una campagna elettorale, il sindaco ha subito precisato: “Non siamo in campagna elettorale”. Eppure, in un momento in cui la città lotta con emergenze quotidiane, questa iniziativa appare come un diversivo ben confezionato. L’app, accessibile via smartphone, mira a coinvolgere i cittadini in modo “innovativo”, ma la percezione diffusa tra i romani è che si tratti di un passo laterale, lontano dai problemi reali.

Ora, permettetemi di esprimere il malcontento che serpeggia tra la gente. Molti cittadini lamentano che mentre l’amministrazione si dedica a progetti digitali, i quartieri periferici come Tor Bella Monaca o Pietralata continuano a essere trascurati, con strade piene di buche, illuminazione pubblica difettosa e rifiuti che accumulano come montagne. La lettura critica di questa scelta politica è inevitabile: in tanti si chiedono se le priorità siano corrette, quando fondi e sforzi sembrano indirizzati verso gadget tecnologici invece che verso servizi essenziali. Non sto attaccando l’idea di innovazione in sé – Roma ha bisogno di modernità – ma è frustrante vedere come risorse pubbliche vengano allocate senza affrontare il degrado urbano che avvelena la nostra quotidianità. Per esempio, la manutenzione delle infrastrutture è carente da anni, e molti romani si sentono abbandonati, come se le loro voci non contassero nulla di fronte a iniziative che paiono più un auto-promozione che un vero aiuto.

Provate a immaginare: io, come tanti altri, vivo in una Roma dove i parchi sono invasi da erbacce, i mezzi pubblici sono inaffidabili e l’aria è inquinata oltre i limiti. Eppure, ecco che arriva un’app per donazioni e volontariato. Molti cittadini lamentano che questa non è partecipazione, è un palliativo. La critica civica emerge forte: perché non investire in programmi reali per pulire le strade o migliorare i trasporti prima di lanciare app che richiedono uno smartphone per funzionare? La percezione diffusa è che l’amministrazione stia trascurando le zone più bisognose, privilegiando progetti che fanno bella figura sui social ma non risolvono i problemi sul campo. E non è una questione di accuse gratuite; basta guardare ai rapporti annuali sulle condizioni urbane, che evidenziano un calo nei servizi essenziali, per capire che le scelte politiche potrebbero essere mal indirizzate.

Pensateci: se davvero vogliamo una Roma vivibile, serve un cambio di rotta. In tanti si chiedono se sia il momento di ridisegnare le priorità, spostando l’attenzione dal digitale al concreto. Questa app potrebbe essere un’opportunità, ma solo se integrata con azioni tangibili. Come cittadino deluso, mi appello a voi: è ora di alzare la voce. Condividete le vostre storie, unitevi al dibattito. Roma merita di più, e noi romani meritiamo di essere ascoltati. Che ne dite, è tempo di un vero cambiamento?

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