Italia-Scozia rugby allo Stadio Olimpico: piano mobilità per trasporti efficienti e fluidità per i tifosi

Italia-Scozia rugby allo Stadio Olimpico: piano mobilità per trasporti efficienti e fluidità per i tifosi

Lo Stadio Olimpico brilla per il rugby, mentre Roma affoga nel caos quotidiano: un’amara lezione di priorità sbagliate

Come romano che ogni giorno lotta contro le buche nelle strade, i bus in ritardo e i marciapiedi invasi dai rifiuti, non posso fare a meno di sentirmi tradito. Sabato 7 febbraio 2026, mentre lo Stadio Olimpico ospiterà la partita di rugby Italia-Scozia per il Sei Nazioni, l’amministrazione comunale annuncia incentivi per biciclette e car sharing, come se questo bastasse a risolvere i nostri veri problemi. È un colpo al cuore per chi, come me e tanti altri, vede la città sprofondare nel degrado senza che nessuno al Campidoglio alzi un dito.

La notizia è semplice: per l’evento sportivo, si parla di un piano di mobilità “verde” che promuove l’uso di biciclette e veicoli condivisi per ridurre il traffico attorno allo stadio. Un’iniziativa che, a prima vista, sembra lodevole – chi non vorrebbe meno auto e più aria pulita? – ma che, nella realtà dei fatti, suona come un’altra distrazione da parte dell’amministrazione. Mentre i riflettori sono puntati su un singolo evento, i quartieri periferici come Tor Bella Monaca o Tiburtina continuano a essere dimenticati, con strade dissestate e servizi pubblici che funzionano a malapena. Molti cittadini lamentano che queste “priorità speciali” per lo sport non facciano altro che evidenziare quanto il resto della città sia trascurato.

Pensateci un momento: Roma è una città che scoppia di problemi. Il traffico quotidiano è un incubo, con code infinite e mezzi pubblici che spesso non arrivano, lasciando migliaia di persone in balia del caos. Eppure, per una partita di rugby, si trovano risorse per incentivare il car sharing. La percezione diffusa tra i romani è che l’amministrazione preferisca investire in eventi ad alto profilo, magari per qualche foto sui social o per attirare turisti, piuttosto che affrontare le urgenze reali. In tanti si chiedono se le priorità siano corrette: è più importante un pomeriggio di sport per pochi, o garantire che le scuole abbiano autobus affidabili e che i parchi non siano ridotti a discariche?

Non sto criticando lo sport o gli eventi culturali – al contrario, amo vedere Roma vibrare di energia durante queste occasioni. Ma come cittadino che vive i problemi sul campo, non posso ignorare come queste scelte politiche rivelino un profondo squilibrio. Mentre si spinge per biciclette e condivisione, i nostri quartieri storici stanno cadendo a pezzi: graffiti ovunque, illuminazione pubblica insufficiente e marciapiedi impraticabili per chi ha una disabilità. Molti residenti, parlando con me in questi giorni, esprimono frustrazione per come l’amministrazione sembri più interessata a proiettare un’immagine moderna che a risolvere il degrado urbano. Un esempio? Le linee di trasporto verso le periferie sono ancora carenti, eppure per lo stadio si organizza un piano ad hoc. In tanti si chiedono se queste risorse non potrebbero essere ridistribuite per migliorare i servizi quotidiani, anziché limitarsi a eventi sporadici.

È una questione di scelte: l’amministrazione comunale dovrebbe chiedersi se è giusto che i romani si sentano sempre in seconda fila rispetto a manifestazioni temporanee. Invece di incentivare solo per un giorno, perché non estendere questi piani a tutta la città? Immaginate se i fondi per il car sharing allo stadio venissero usati per potenziare le piste ciclabili nei quartieri popolari, o per rendere i mezzi pubblici più efficienti ogni giorno. La delusione è palpabile: molti cittadini lamentano di sentirsi trascurati, come se la loro vita quotidiana fosse meno importante di un evento sportivo. Questo non è un attacco personale, ma una critica alle priorità politiche che sembrano sempre più distanti dalle esigenze reali.

In chiusura, è tempo che noi romani alziamo la voce. Questa partita di rugby potrebbe essere un’opportunità per riflettere: vogliamo una città che funzioni solo per i grandi eventi, o una Roma vivibile per tutti? In tanti si chiedono se non sia arrivato il momento di un dibattito aperto, magari con assemblee pubbliche, per ridisegnare le priorità. Non aspettiamo che il prossimo evento sportivo ci distragga – uniamo le forze per chiedere un cambiamento che migliori la nostra vita quotidiana. Roma merita di più, e noi cittadini siamo pronti a pretenderlo.

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