Il drammatico caso di Davide Perna: Un grido di allarme per l’abbandono delle periferie romane?
Come romano doc, mi sveglio ogni mattina con un peso sul cuore, guardando la mia città che sembra scivolare sempre più nel caos. Ultimamente, la notizia della scomparsa di Davide Perna, un uomo di 51 anni sparito nel territorio di Castelliri, mi ha colpito come un pugno allo stomaco. Non è solo una tragedia personale, è un riflesso di quanto la nostra amministrazione comunale ci stia lasciando soli, soprattutto nelle zone ai margini. Io, come tanti altri, mi sento trascurato, come se le nostre vite valessero meno delle grandi inaugurazioni in centro. Questa storia mi fa pensare: quante altre famiglie devono soffrire prima che qualcosa cambi?
Davide Perna è scomparso da sabato scorso e le ricerche sono ancora senza esito. Secondo quanto riportato, sommozzatori della Protezione Civile stanno scandagliando il fiume Liri, con l’ipotesi che l’uomo possa essere finito lì con la sua auto. È un’operazione delicata, condotta con impegno da chi fa il suo dovere, ma non possiamo ignorare il contesto: zone come Castelliri, vicine alla nostra Roma, sono spesso dimenticate, con strade mal manutenute e fiumi che rappresentano un pericolo costante. Immaginate la disperazione della famiglia di Davide, in attesa di notizie, mentre noi romani leggiamo sui social e ci chiediamo se tutto questo poteva essere evitato. Molti cittadini lamentano da anni che queste aree periferiche sono lasciate a se stesse, con risorse insufficienti per la sicurezza e l’emergenza.
Ora, passiamo alla lettura critica, da cittadino che vive ogni giorno i disagi di Roma. Questa scomparsa non è un caso isolato; è un sintomo di un problema più ampio. La percezione diffusa tra i romani è che l’amministrazione comunale abbia le priorità completamente sbagliate. Invece di investire in manutenzione urbana, come la pulizia dei fiumi, il miglioramento delle strade periferiche o il rafforzamento dei servizi di emergenza, si preferiscono progetti che fanno bella figura sui giornali ma non risolvono i problemi reali. In tanti si chiedono se le priorità siano corrette: perché spendiamo milioni per eventi in centro quando quartieri come Tor Bella Monaca o Ostia sono invasi dal degrado? I fiumi di Roma, come il Tevere, sono altrettanto pericolosi, con acque inquinate e argini instabili, eppure non vediamo interventi decisi. Molti cittadini mi raccontano di buche sulle strade che mettono a rischio la vita, di illuminazione pubblica assente che favorisce incidenti, e di un senso generale di abbandono che ci fa sentire come cittadini di serie B.
Critichiamo non per rabbia, ma per amore della nostra città. Le scelte politiche che ignorano il degrado urbano e i servizi carenti stanno alimentando un malcontento crescente. La la percezione diffusa tra i romani è che, mentre gli eventi tragici come quello di Davide Perna accadono nelle periferie, l’amministrazione continua a concentrarsi su lustrini e promesse vuote. Non sto accusando nessuno in particolare, ma è evidente che, se avessimo una migliore pianificazione per la sicurezza e la manutenzione, forse tragedie del genere potrebbero essere prevenute. Pensate a quante volte avete evitato una strada buia per paura, o avete visto un fiume straripare senza che nessuno intervenisse. Io, come voi, mi chiedo: è questo il Roma che vogliamo? Una città dove le periferie sono lasciate al loro destino, e i cittadini devono arrangiarsi?
Per chiudere, questa storia di Davide Perna deve essere un campanello d’allarme per tutti noi. È tempo di alzare la voce e chiedere un cambio di rotta: più fondi per la sicurezza, più attenzione ai quartieri trascurati, e meno sprechi su priorità sbagliate. Voi, cari romani, cosa ne pensate? Condividete le vostre esperienze nei commenti, perché solo unendo le nostre voci potremo spingere l’amministrazione a fare di meglio. Non è solo una questione politica, è una questione di vita o di morte per la nostra amata Roma.