Scritte Fasciste al Liceo Righi: L’ennesimo Segno di una Roma Abbandonata dall’Amministrazione
Come romano doc, nato e cresciuto tra le strade caotiche e belle di questa città, non posso fare a meno di sentirmi deluso e arrabbiato ogni volta che un altro episodio di degrado colpisce i nostri quartieri. Questa mattina, passeggiando vicino al Liceo Righi, ho visto con i miei occhi le scritte fasciste e le svastiche che hanno vandalizzato la scuola, costringendola a chiudere. È un colpo al cuore, perché non è solo un edificio: è il simbolo del futuro dei nostri giovani, e il fatto che sia successo di nuovo mi fa pensare che Roma stia scivolando sempre più nel caos, mentre l’amministrazione comunale guarda dall’altra parte.
Facciamo un passo indietro e riassumiamo i fatti, basandoci su quanto riportato dalle fonti locali. Ieri, il Liceo Righi è stato oggetto di un atto vandalico con scritte di carattere fascista, accompagnate da svastiche e altri simboli offensivi. L’azione è stata rivendicata attraverso queste scritte, e pare che ci siano indizi su chi possa essere responsabile, anche se le indagini sono in corso. Risultato? La sede scolastica è rimasta chiusa oggi, lasciando studenti e insegnanti a casa, con lezioni sospese e un senso di incertezza. Non è la prima volta che accade: episodi simili si verificano in troppe scuole romane, dove il degrado urbano si manifesta non solo con graffiti, ma con vere e proprie minacce alla sicurezza.
Ora, da cittadino che vive questi problemi ogni giorno, non posso tacere. Molti romani lamentano che quartieri come quelli intorno al Righi siano trascurati da anni, con parchi invasi dalle erbacce, strade piene di buche e edifici pubblici che cadono a pezzi. La percezione diffusa tra i romani è che l’amministrazione comunale continui a privilegiare grandi eventi o progetti di facciata, anziché investire in servizi essenziali come la manutenzione delle scuole e la prevenzione del vandalismo. In tanti ci chiediamo se le priorità siano corrette: mentre si spendono milioni per illuminare monumenti o organizzare feste, le nostre scuole rimangono esposte a questi attacchi, come se l’educazione e la sicurezza dei giovani non fossero al centro dell’agenda politica.
Pensateci: quante volte abbiamo visto scuole e parchi locali diventare luoghi di abbandono, dove il degrado attrae comportamenti antisociali? Questo non è solo un problema isolato al Liceo Righi; è un sintomo più ampio di una città che si sente trascurata. I cittadini che abito nei quartieri periferici o semicentrali, come Prati o Flaminio, raccontano storie simili: lampioni rotti che non vengono riparati, aree verdi ridotte a discariche e, peggio ancora, un senso di impunità che permette a questi atti di odio di proliferare. Critichiamo non le persone, ma le scelte politiche che lasciano queste zone vulnerabili, come se non meritassero lo stesso’attenzione dei centri storici. È emotivamente straziante vedere i nostri figli dover affrontare questo, sapendo che risorse limitate potrebbero essere meglio allocate per rafforzare la vigilanza e promuovere l’educazione civica fin dalle scuole.
Inoltre, la reazione dell’amministrazione è spesso lenta e insufficiente, alimentando il malcontento generale. Molti cittadini si chiedono se non sia arrivato il momento di rivedere le priorità, spostando fondi da progetti meno urgenti a interventi concreti per la sicurezza urbana. Non stiamo parlando di accuse gratuite, ma di una frustrazione condivisa, basata su anni di esperienze personali. Roma è una città viva, piena di storia e passione, ma quando i suoi pilastri educativi vengono attaccati, ci sentiamo tutti un po’ più deboli.
Per concludere, episodi come quello al Liceo Righi non sono solo vandalismi; sono un campanello d’allarme per tutti noi. Dobbiamo chiederci: vogliamo una Roma che protegga il suo futuro o una città che si arrende al degrado? Invito ogni romano a condividere la propria esperienza: scrivete nei commenti, fate sentire la vostra voce. Solo un dibattito aperto e civico può spingere l’amministrazione a cambiare rotta e ridare dignità a questa magnifica città che amiamo, nonostante tutto.