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Roma suona Champions: festa giallorossa al Bentegodi
E’ grande festa per i giallorossi che, espugnando il Bentegodi contro un Verona ormai già retrocesso , blindano il terzo posto in classifica e si aggiudicano l’accesso alla Champions League, un obiettivo che nella sponda capitolina mancava da ben sette anni, ovvero dall’ultima partecipazione del 2019 terminata agli ottavi di finale contro il Porto. Si chiude nel migliore dei modi la prima stagione sulla panchina giallorossa per Gian Piero Gasperini, capace di centrare il traguardo prefissato in estate dalla società e di promettere grandi soddisfazioni per il futuro del club. Per la sfida decisiva a Verona , il tecnico di Grugliasco deve rinunciare all’ultimo minuto sia allo squalificato Wesley, espulso nel derby, sia all’infortunato N’dicka , ma la sua Roma dimostra carattere in una partita tosta e combattuta fino all’ultimo secondo. L’avvio del match vede un Verona spavaldo che parte forte e si rende subito pericoloso con una splendida conclusione al volo di Bowie ; i gialloblù insistono creando più di un’occasione nella retroguardia ospite, tanto che la prima vera replica della Roma arriva soltanto al 13′ con un tentativo di Cristante che si spegne di poco a lato del palo. Dopo una fase centrale dell’incontro piuttosto confusa e spezzettata, i capitolini provano a sbloccarla grazie a una punizione magistrale di Paulo Dybala, ma l’argentino trova sulla sua strada un intervento strepitoso di Montipò che devia in calcio d’angolo. Il vero brivido per la Roma arriva però al minuto 40, quando Lovric pesca magnificamente Bowie; l’attaccante è bravissimo a liberarsi della marcatura di Ghilardi e a presentarsi a tu per tu con la porta in quella che sembra un’occasione ormai fatta, ma a salvare i giallorossi dal possibile vantaggio veronese ci pensa Mile Svilar con un riflesso miracoloso. Il portiere serbo, fresco del premio di miglior portiere della stagione, blinda il risultato e manda le squadre al riposo sul punteggio di parità. Nella ripresa Gasperini decide di cambiare volto alla squadra operando subito due sostituzioni: dentro Ziolkowski per un Ghilardi in netta difficoltà e spazio a El Aynoui al posto di Pisilli. I capitolini rientrano in campo con un atteggiamento decisamente più aggressivo e al 50′ arriva l’episodio che modifica definitivamente il match: Dybala si accentra con potenza nei pressi dell’area di rigore e viene atterrato da Valentini. Per il difensore del Verona scatta il secondo cartellino giallo con conseguente espulsione, una superiorità numerica che cambierà totalmente l’andamento della gara. Sulla punizione successiva si presenta Soulé, ma ancora una volta Montipò si supera e devia in angolo. Al 53′, sugli sviluppi del corner, la Roma reclama un fallo di mano in area di rigore; l’azione prosegue ma un minuto più tardi il direttore di gara Sozza viene richiamato dal VAR al monitor e, dopo la revisione, concede il penalty ai capitolini. Sul dischetto si presenta Malen che, dopo la solita rincorsa breve, si fa ipnotizzare dal portiere veronese; sulla respinta è però astutissimo Dybala che intuisce la traiettoria, raccoglie il pallone e lo scodella nuovamente al centro per lo stesso Malen che questa volta, a porta vuota non può sbagliare. Trovato il vantaggio, la Roma gestisce la gara con attenzione per evitare le ripartenze avversarie e nei minuti finali Gasperini concede la passerella d’onore a Stephan El Shaarawy, alla sua ultima presenza in maglia giallorossa, inserendo anche Manu Koné per Ziolkowski. C’è spazio nel finale anche per l’ingresso di Vaz, che entra subito forte sul match: proprio grazie a un suo recupero palla , la Roma fa partire un contropiede letale guidato da Dybala che arriva in area e, con un delizioso assist di tacco, serve El Shaarawy per il gol del definitivo 2-0. È il sigillo perfetto che mette la firma sull’ultima gara del Faraone e fa esplodere la festa Champions della Roma.
