(Adnkronos) – “Le convivenze solidali sono un modello da imitare perché in Italia le persone che si dichiarano sole sono 10 milioni, almeno la metà sono persone anziane”. Lo ha detto Marco Impagliazzo, il presidente della comunità di Sant’Egidio, durante la conferenza stampa di oggi a Roma per presentare il progetto ‘convivenze solidali’, un modello innovativo di cohousing sociale per gli anziani promosso dalla comunità. “Si tratta di un modello innovativo di co-housing, ma a differenza di quello tradizionale non si ferma alla fase dell’autosufficienza della persona anziana, ma vuole accogliere o a far rimanere nelle case persone non autosufficienti che di norma verrebbero trasferite in Rsa”, ha spiegato Impagliazzo, descrivendo come il progetto permetta a gruppi di anziani di vivere insieme in case private, avendo un’alternativa più vera alla realtà degli ospizi. “Ciascun anziano che entra in questa convivenza contribuisce con le proprie risorse che non sono le risorse solo economiche ma anche relazionali”, ha aggiunto il presidente della comunità. Un progetto che a Roma ha già superato le 100 convivenze con oltre 330 anzini coinvolti e che la comunità di Sant’Egidio mira a trasformare in un modello utile anche per il sistema pubblico. “Proponiamo agli enti locali, alle regioni, ai comuni, alle Asl di venire a vedere questo tipo di modello che funziona e che può essere replicato”, ha detto Impagliazzo.
Contrastare la solitudine vuol dire anche migliorare la salute fisica degli anziani che troppo spesso decidono di rinunciare a cure mediche specialistiche. Un’inchiesta condotta dalla comunità in diverse città italiane tra Roma, Napoli, Genova, Novara, Sassari, Brindisi ha rilevato, infatti, che il 40% degli anziani intervistati rinuncia a curarsi per motivi economici, ma anche per la difficoltà di affrontare da sola il sistema sanitario ormai digitalizzato. A confermarlo anche Stefano Orlando, professore dell’Università di Tor Vergata. “In Italia ci sono tre posti letto ospedalieri ogni 1000 abitanti. Significa che aumentano le persone che hanno bisogno dell’ospedale, ma non aumentano le disponibilità delle strutture”, ha spiegato il professore. Dati che, per gli anziani, aumentano nei periodi estivi con l’emergenza caldo.
Anche per questo la comunità di Sant’Egidio promuove ormai da anni un monitoraggio costante con il programma ‘Viva gli anziani’. “Si cerca di costruire una rete di prossimità attorno agli anziani, conivolgendo i vicini di casa, i portieri, ma anche la rete formale e quindi i medici di famiglia e i servizi socio-sanitari”, ha spiegato all’Adnkronos Massimiliano Mai, uno dei coordinatori del progetto. L’iniziativa è attiva già in 9 città italiane con 30mila volontari coinvolti di cui oltre 4mila sono anziani attivi. Tra questi c’è anche Sofia, volontaria di 93 anni attiva nella comunità ormai da 30. “Facciamo molte cose insieme: una volta a settimana yoga, un’altra volta ginnastica. Ogni 15 giorni facciamo un pranzo per gli anziani del quartiere. L’altro giorno ho fatto la macedonia per 13-14 persone”, ha raccontato all’Adnkronos, spiegando che nonostante l’età avanzi la voglia di aiutare resta. “Non riesco più ad andare di persona sul territorio perché ho il bastone, ma non mi fermo perché aiutare agli altri fa bene al cuore. Ora faccio solo telefonate a chi si sente solo, perché la solitudine è la cosa peggiore da affrontare”, ha aggiunto. A confermalo è anche Francesco di 88 anni, solo da 14 quando ha perso la moglie. “La solitudine è triste, lo so per esperienza. Se non fosse per la comunità, che è diventata la mia nuova famiglia, oggi non sarei qui a parlarne”, ha rivelato all’Adnkronos. “Ho dei figli, ma sono lontano, lavorano non posso dipendere da loro. Con l’aiuto della comunità sono più tranquilli anche loro”, ha aggiunto.
Punti chiave sulle convivenze solidali per anziani
Ecco una sintesi dei principali aspetti riguardanti il progetto delle convivenze solidali lanciato dalla comunità di Sant'Egidio.
- Modello innovativo: Le convivenze solidali offrono un'alternativa al tradizionale cohousing, accogliendo anche persone non autosufficienti.
- Coinvolgimento attivo: Ogni anziano contribuisce non solo economicamente, ma anche con le proprie relazioni.
- Espansione del progetto: A Roma, il progetto ha già superato le 100 convivenze con oltre 330 anziani coinvolti.
- Salute e benessere: Contrastare la solitudine degli anziani può migliorare la loro salute fisica e mentale.
- Rete di supporto: Il programma 'Viva gli anziani' coinvolge volontari e professionisti per creare una rete di prossimità.


