La sua versione è netta: nessun complotto, nessuna manovra sulla Borsa, ma il tentativo di aiutare Claudio Lotito e una Lazio in difficoltà. L’audizione di Bisignani in procura aggiunge così un tassello a un’indagine per aggiotaggio che, però, non può essere chiusa dalle sole dichiarazioni dell’interessato.
Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, Bisignani ha reso dichiarazioni spontanee a piazzale Clodio, ricostruendo i rapporti con Lotito e il ruolo attribuito ai vertici di Banca del Fucino, Masi e Maiolini. «Scrivevo per aiutare un amico e una squadra in difficoltà», avrebbe spiegato, negando che dietro i suoi interventi ci fosse un disegno per alterare l’andamento del titolo o condizionare il mercato.
Il punto centrale dell’inchiesta è proprio la distanza tra l’intenzione dichiarata e gli effetti concreti delle comunicazioni e degli articoli finiti sotto esame. Aiutare un amico, sostenere una società sportiva o favorire una soluzione finanziaria non equivale automaticamente a commettere un reato. Ma, sul piano giudiziario, contano anche il contenuto dei messaggi, la loro diffusione, i destinatari e il possibile impatto sulle informazioni a disposizione degli investitori.
La procura dovrà quindi verificare la coerenza della ricostruzione, i rapporti tra i protagonisti e il contesto della possibile vendita della Lazio. Al momento, le parole di Bisignani rappresentano la sua versione dei fatti e non una conclusione sull’indagine. Eventuali responsabilità restano da accertare nelle sedi competenti, così come resta da chiarire il peso effettivo dei rapporti con i vertici bancari nella vicenda.
Cosa sappiamo e cosa resta da verificare
È noto che Bisignani è stato ascoltato in procura nell’ambito di un’indagine per aggiotaggio e che ha scelto di offrire spontaneamente la propria ricostruzione. Ha negato complotti e manovre sulla Borsa, sostenendo di essersi mosso per aiutare Lotito e la Lazio. Sono inoltre emersi, nel racconto riportato, i suoi rapporti con Masi e Maiolini, indicati come vertici di Banca del Fucino.
Restano da verificare il contenuto preciso delle comunicazioni, la sequenza degli interventi, l’eventuale collegamento con la vendita della Lazio e ogni possibile effetto sul mercato. Saranno questi elementi, insieme agli atti dell’inchiesta e alle ulteriori audizioni, a stabilire se si sia trattato di iniziative personali prive di rilievo penale oppure di condotte con conseguenze giuridicamente rilevanti. La domanda, per ora, non è se la versione sia convincente sul piano umano, ma se trovi riscontro nei fatti documentati.
