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Corso Francia, la richiesta della madre di Mattia: «Più controlli»

Corso Francia, la richiesta della madre di Mattia: «Più controlli»

Una manifestazione per ricordare Mattia Nicholas Liguori, ma anche per chiedere che sulle strade di Roma la prevenzione non resti soltanto una parola. Il 3 ottobre il dolore della famiglia tornerà a Corso Francia, dove il giovane è stato travolto e ucciso da un’auto in corsa.

Secondo quanto riportato da Fanpage Roma, l’appuntamento è fissato per sabato 3 ottobre 2026 alle 16.30, con partenza da Piazzale Flaminio. Al centro dell’iniziativa ci sarà la richiesta della madre di Mattia: «Controlli più efficaci e misure concrete» contro la velocità e la guida pericolosa.

La velocità di circa cento chilometri orari indicata nella ricostruzione della tragedia dovrà essere valutata dagli investigatori insieme agli altri elementi dell’incidente. Ogni eventuale responsabilità e la dinamica completa restano da accertare nelle sedi competenti. Ma al di là del procedimento, la domanda della famiglia riguarda un problema più ampio: quanto sono davvero controllate le strade urbane quando il rischio diventa evidente?

Una telecamera, un limite di velocità o un attraversamento pedonale, da soli, non bastano se manca una strategia continuativa. Servono controlli visibili, interventi sui punti più esposti e una verifica concreta dell’efficacia delle misure già adottate. La sicurezza stradale non può essere affrontata soltanto dopo una morte, quando il quartiere si ritrova a contare i danni.

Corso Francia e la sicurezza stradale a Roma

Corso Francia è uno degli assi viari più importanti della Capitale e collega aree con traffico intenso, flussi pendolari e attraversamenti quotidiani. La sua funzione di grande direttrice urbana rende ancora più delicato il rapporto tra scorrimento delle auto e protezione di pedoni, ciclisti e residenti.

La manifestazione partirà da Piazzale Flaminio e porterà nello spazio pubblico una richiesta precisa: trasformare il ricordo in decisioni verificabili. Non soltanto più controlli dopo gli incidenti, ma prevenzione prima che la velocità e la guida pericolosa producano nuove vittime. Saranno le istituzioni a dover spiegare quali interventi intendano mettere in campo e con quali tempi.

Il 3 ottobre non sarà quindi soltanto una giornata commemorativa. Sarà anche un test sulla capacità di Roma di ascoltare una famiglia e tradurre una richiesta di giustizia in sicurezza concreta. Quante altre tragedie dovranno ancora verificarsi prima che i controlli diventino una presenza ordinaria, e non una risposta emergenziale?

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