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Peste suina e discariche abusive: il Lazio protegge davvero il territorio?

Peste suina e discariche abusive: il Lazio protegge davvero il territorio?

Prima il divieto di picnic per contenere i contatti con i cinghiali. Poi le bonifiche delle discariche abusive, con il parking di Subiaco ancora alle prese con il degrado. Il Lazio prova a difendere ambiente e sicurezza, ma la fotografia resta piena di contraddizioni.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero Roma, nelle campagne di Riano sono state trovate quattro carcasse di cinghiali risultate infette dalla peste suina africana. La Regione Lazio ha adottato l’ordinanza Z00005, con restrizioni che riguardano anche picnic, attività venatoria e contatti tra persone e animali selvatici nelle aree interessate. Le misure puntano a limitare la diffusione dell’infezione e a proteggere la fauna, ma per chi vive o frequenta quei territori significano nuove regole e controlli.

Il punto critico è semplice: l’emergenza viene affrontata con divieti immediati, mentre il degrado ordinario spesso aspetta mesi o anni prima di essere rimosso. “Il territorio non si protegge soltanto con un’ordinanza”, è la domanda che arriva dai cittadini costretti a convivere con rifiuti, cumuli e aree poco curate.

A Subiaco il Comune ha rimosso discariche abusive e accumuli di immondizia grazie a un finanziamento regionale. È un intervento positivo, ma non basta a chiudere la partita: secondo la ricostruzione pubblicata dalla stessa testata, il parking resta in condizioni di degrado. Bonificare è necessario. Controllare che i rifiuti non tornino lo è ancora di più.

Qui sta la contraddizione politica e amministrativa. Da una parte si chiede ai residenti di modificare abitudini, evitare determinate aree e rispettare misure sanitarie. Dall’altra, quando si parla di discariche abusive, la risposta appare spesso legata a interventi straordinari e finanziamenti occasionali. La prevenzione, invece, dovrebbe essere quotidiana: sorveglianza, manutenzione, rimozione tempestiva e sanzioni dove le responsabilità saranno accertate.

Lazio, tra emergenze ambientali e degrado quotidiano

Riano e Subiaco raccontano due problemi distinti, che non vanno confusi né collegati automaticamente. La peste suina africana riguarda la gestione del rischio sanitario e la tutela della fauna selvatica; le discariche abusive chiamano in causa pulizia urbana, controlli e responsabilità amministrative. Il filo comune è però la fragilità del territorio, soprattutto nelle aree rurali e montane dove un controllo discontinuo può trasformare un problema locale in una ferita permanente.

Per i residenti le conseguenze sono concrete: accesso limitato ad alcune zone, paura di nuovi divieti, paesaggi degradati e la sensazione che le istituzioni intervengano soltanto quando l’emergenza è già esplosa. La tutela della biodiversità non può essere separata dalla qualità degli spazi pubblici. E una bonifica non può essere considerata conclusa se il parcheggio resta degradato o se mancano controlli capaci di impedire nuovi abbandoni.

La domanda, allora, non è se servano regole più rigide. È se il Lazio riesca a farle rispettare con la stessa rapidità con cui le annuncia. Perché tra un divieto di picnic e una discarica ripulita a metà, a pagare il conto sono ancora una volta territori e cittadini.

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