Roma si costituisce parte civile nel processo per l’aggressione ai danni di una coppia gay avvenuta la notte di Capodanno 2025 nei pressi di piazza Malatesta. L’annuncio, diffuso oggi dall’ufficio stampa del Comune, arriva dopo la prima udienza in cui il giudice per l’udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio e la messa alla prova per due dei tre imputati.
La posizione del Campidoglio
Secondo il comunicato, la decisione di costituirsi parte civile «restituisce dignità a quella coppia e segna un punto importante nel contrasto alla violenza omolesbobitransfobica nella nostra città», afferma Marilena Grassadonia, coordinatrice Politiche Diritti LGBT+ di Roma Capitale.
L’assessora alle Pari Opportunità Valeria Baglio sottolinea che «come assessorato abbiamo il dovere di contrastare ogni forma di discriminazione, sostenere le vittime e costruire una città nella quale nessuno debba avere paura di mostrare liberamente il proprio affetto». Nel comunicato l’assessora ribadisce inoltre che la risposta non può essere solo delle amministrazioni locali e chiede un intervento legislativo nazionale che riconosca e contrasti con maggiore efficacia la violenza omolesbobitransfobica.
Il contesto
La nota ricorda che, dopo l’aggressione a Stephano e Matteo la notte di Capodanno 2025, la città si era mobilitata in piazza in segno di solidarietà. Il Comune evidenzia che la costituzione di Roma Capitale come parte civile vuole rappresentare una presa di responsabilità dell’amministrazione nei confronti di una violenza che, secondo Palazzo Senatorio, riguarda l’intera comunità cittadina.
Il comunicato conclude con l’impegno dell’amministrazione a «fare la sua parte» e con l’appello a uno «sforzo chiaro anche da parte dello Stato» per dotare il Paese di strumenti normativi e di prevenzione più efficaci contro le violenze motivate da odio omotransfobico.
