La Cronaca di Roma
News

Caso Manaa, il post sul 7 ottobre fa esplodere lo scontro a Roma

Caso Manaa, il post sul 7 ottobre fa esplodere lo scontro a Roma

Un post pubblicato e poi cancellato è bastato a riaprire a Roma una frattura politica che va ben oltre i social. Al centro c’è Habiba Manaa, collaboratrice dell’Ufficio di Gabinetto del sindaco Roberto Gualtieri e dirigente del Pd romano, finita nel mirino di Fratelli d’Italia per alcune schede dedicate a Gaza e Cisgiordania.

Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, il contenuto era accompagnato dalla frase: “Tutto questo non è iniziato il 7 ottobre 2023”. Dopo la cancellazione del post, Ester Mieli ha sollecitato il sindaco Gualtieri a prendere posizione e a valutare le dimissioni di Manaa. La richiesta politica è dunque accertata; restano invece da chiarire, sulla base di eventuali dichiarazioni ufficiali, le motivazioni della cancellazione e la posizione diretta dell’interessata.

Il punto più delicato è proprio qui. La frase non contiene, da sola, una celebrazione degli attacchi del 7 ottobre 2023 né una giustificazione esplicita delle violenze commesse quel giorno. Allo stesso tempo, collocata dentro un confronto pubblico segnato dalla guerra a Gaza, può essere letta da una parte dell’opinione pubblica come un tentativo di spostare l’attenzione sulle responsabilità e sulle sofferenze precedenti; da un’altra, come una formulazione politicamente inopportuna perché rischia di oscurare la condanna dell’attacco contro Israele e della presa degli ostaggi.

Il 7 ottobre 2023 Hamas e altri gruppi armati palestinesi attaccarono il territorio israeliano, causando vittime e sequestri. L’operazione aprì una guerra con conseguenze umanitarie devastanti nella Striscia di Gaza e alimentò un conflitto politico e diplomatico che continua a produrre reazioni anche lontano dal teatro di guerra. Ricordare il contesto precedente non cancella i crimini di quel giorno; condannare quei crimini non impedisce di discutere ciò che è avvenuto prima e dopo. Il problema, nel dibattito pubblico, è spesso il modo in cui queste due verità vengono tenute insieme.

La richiesta di dimissioni solleva però una domanda istituzionale distinta da quella politica. Manaa, secondo le informazioni disponibili, non è indicata come assessora né come eletta, ma come collaboratrice dell’Ufficio di Gabinetto del sindaco e dirigente del Pd romano. Questo ruolo può comportare una responsabilità pubblica e fiduciaria, ma non equivale automaticamente a una responsabilità politica elettiva. Sarà quindi decisivo capire se il post sia stato pubblicato in qualità istituzionale, da un account personale o in un contesto riconducibile formalmente al Campidoglio.

È su questo confine che la polemica rischia di diventare una scorciatoia. La libertà di espressione tutela anche opinioni scomode e letture critiche della storia, salvo i limiti previsti dalla legge. Ma chi lavora nello staff di un sindaco, soprattutto su incarico fiduciario, può essere sottoposto a uno standard più severo di opportunità e responsabilità pubblica. Non perché debba rinunciare alle proprie convinzioni, ma perché ogni sua presa di posizione può essere interpretata come vicina all’istituzione.

Al momento, sulla base degli elementi disponibili, non è possibile stabilire se la cancellazione sia stata frutto di una scelta personale, di una valutazione politica o di altre circostanze: questo aspetto è da confermare. Mancano inoltre, nel materiale esaminato, una replica completa di Manaa e una motivazione ufficiale del Campidoglio. Senza queste voci, il dibattito resta inevitabilmente sbilanciato verso la ricostruzione offerta dalla polemica politica.

La cronologia del caso

Il primo passaggio è la pubblicazione sui social di alcune schede su Gaza e Cisgiordania, accompagnate dalla frase “Tutto questo non è iniziato il 7 ottobre 2023”. Il post viene poi rimosso. Non sono disponibili, negli elementi esaminati, l’orario della pubblicazione, la durata online né il testo integrale delle schede condivise: dettagli che potrebbero aiutare a valutare il messaggio nel suo contesto completo.

Successivamente Fratelli d’Italia, attraverso Ester Mieli, chiede al sindaco Roberto Gualtieri di intervenire e sollecita le dimissioni di Manaa. La vicenda assume così una dimensione istituzionale: non si discute più soltanto del contenuto di un post, ma della compatibilità tra quella posizione pubblica e un incarico nell’Ufficio di Gabinetto del sindaco. Le eventuali risposte di Manaa e del Campidoglio saranno decisive per distinguere una scelta individuale da una crisi politica interna all’amministrazione.

La domanda che resta aperta è semplice solo in apparenza: a una collaboratrice pubblica si deve chiedere di non esprimersi, oppure di rispondere delle proprie parole quando possono essere associate all’istituzione? E quanto pesa, in questa vicenda, il contenuto del post rispetto alla convenienza politica di trasformarlo in un caso?

Aggiornamenti

Ultime notizie

Tutte le notizie →