Economia civile, felicità e politiche territoriali sono stati al centro dei panel della seconda giornata dell’ottava edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, ospitato nella Sala dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.
Interventi e temi principali
Aprendo i lavori, il direttore del Festival Leonardo Becchetti ha invitato a ripensare la dimensione dell’economia come «gioco a somma positiva», avvertendo contro la «trappola» di concepire la vita come una competizione in cui il guadagno dell’altro è una perdita personale. Becchetti ha inoltre sottolineato la necessità di «intelligenza relazionale» per percorrere il passaggio «dal Pil alla felicità».
La sindaca Sara Funaro ha rimarcato il ruolo degli amministratori: «No dobbiamo inseguire il consenso, ma perseguire politiche giuste e differenziate a seconda del bisogno dei cittadini. È la sola strada per costruire un’economia che sia a servizio delle comunità. E dobbiamo fare rete. Stiamo lavorando a una iniziativa che riunirà 100 sindaci dell’Italia e del Mediterraneo per lavorare in maniera congiunta sulle politiche di sostenibilità ambientale».
Nel panel sul ruolo dell’Europa, Raffaele Fitto (Vicepresidente Esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le riforme) ha sottolineato l’importanza di un rilancio dei territori e delle aree interne, anticipando che «la Commissione presenterà a gennaio la strategia per le aree interne, per il diritto di rimanere, che sarà molto finalizzata sulle nuove generazioni» come strumento per le scelte del nuovo piano nazionale e regionale di partenariato.
Augusto dell’Erba, presidente di Federcasse-BCC, intervenuto a margine, ha evidenziato il modello cooperativo come componente rilevante dell’economia sociale, capace di produrre economia reale partendo dal territorio.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha presentato in sintesi i risultati del Rapporto nazionale sul Razionamento Sanitario 2026, richiamando i principi di universalità, uguaglianza ed equità del servizio sanitario nazionale e le sfide aperte — dall’invecchiamento alla carenza di professionisti — che richiedono programmazione e uso efficace delle risorse. Annamaria Colao (Vice Presidente Consiglio Superiore di Sanità) ha aggiunto la necessità di puntare sulla prevenzione e sulla de‑ospedalizzazione, nonché di valorizzare le diverse figure professionali della sanità.
Nel panel «L’economia che non fa rumore (ma può cambiare molto)», Lucia Albano (Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze) ha richiamato l’importanza delle associazioni e della cooperazione nella costruzione del bene comune, citando la responsabilità nella progettazione e nella valutazione di impatto economico e sociale. Maurizio Gardini (Presidente Confcooperative) e Marco Marcocci (Confcooperative) hanno ribadito il ruolo delle cooperative nell’affrontare le fratture territoriali e nel mettere al centro le persone piuttosto che il capitale. Maria Teresa Bellucci (Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali) ha ricordato che in Italia operano oltre 428.000 organizzazioni dell’economia sociale con più di 1,8 milioni di addetti, sottolineando la volontà del governo di rendere stabile questo contributo al modello di sviluppo nazionale.
La giornata aveva incluso anche momenti culturali: la serata di giovedì si era chiusa con l’interpretazione di Lella Costa nello spettacolo «Madri della Repubblica», a cura della Fondazione MUS.E, dedicato agli 80 anni dell’Assemblea Costituente.
Il Festival, giunto all’ottava edizione con il tema «EUconomia. L’Economia che fa bene. Il rumore della foresta che cresce», è promosso da Federcasse e Confcooperative, organizzato con NeXt – Nuova Economia per Tutti e realizzato con il contributo di diversi partner e il patrocinio del Comune di Firenze.
