Non solo sport e non solo cronaca: la XII edizione del Premio Colalucci mette allo stesso tavolo giornalismo, agonismo, cultura e istituzioni. La cerimonia, ospitata all’Antico Tiro a Volo di Roma, ha riunito personalità molto diverse, con il questore della Capitale Massucci accanto a nomi come Carlo Bonini, Pellegrini e Gattuso.
Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, tra i premiati figurano anche Binaghi, Minaccioni e Battista. Un elenco che racconta la scelta di accostare mondi differenti e che trasforma il riconoscimento in una fotografia del rapporto tra notorietà pubblica, competenze e rappresentanza della città.
Il dato più significativo è proprio la varietà dei profili. Da una parte ci sono figure legate allo sport e alla sua dimensione nazionale, dall’altra un giornalista come Bonini, esponenti della cultura e dello spettacolo, fino al responsabile della sicurezza pubblica nella Capitale. «Il punto non è soltanto chi riceve un premio, ma quale idea di merito una città decide di mettere in vetrina».
La presenza del questore Massucci aggiunge una chiave istituzionale all’appuntamento. Non è possibile, sulla base delle informazioni disponibili, ricostruire le motivazioni specifiche assegnate a ciascun premiato; il significato complessivo dell’edizione emerge però dalla scelta di affiancare esperienze professionali e pubbliche molto diverse.
Il Premio Colalucci e i protagonisti dell’edizione 2026
La XII edizione si è svolta all’Antico Tiro a Volo, in un contesto romano che ha fatto da cornice a un riconoscimento trasversale. Carlo Bonini rappresenta il versante del giornalismo, Pellegrini e Gattuso quello dello sport, mentre Massucci porta nel quadro la dimensione istituzionale legata alla città e al lavoro delle forze dell’ordine.
Accanto a loro, la lista diffusa comprende Binaghi, Minaccioni e Battista. Senza attribuire motivazioni non comunicate, il dato che resta è la costruzione di un palcoscenico comune: una scelta capace di valorizzare linguaggi differenti, ma anche di sollevare una domanda sul peso della visibilità e del riconoscimento pubblico. In una Roma spesso raccontata soltanto attraverso emergenze e conflitti, iniziative di questo tipo provano a proporre un’altra narrazione della città. Ma quali criteri dovrebbero guidare oggi un premio chiamato a rappresentare davvero il merito?
