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Rastrellamento del Ghetto, la memoria si spacca: è scontro a Roma

Rastrellamento del Ghetto, la memoria si spacca: è scontro a Roma

La commemorazione del rastrellamento del Ghetto del 16 ottobre si è trasformata a Roma in uno scontro istituzionale e politico. Nel giorno dedicato alla memoria delle vittime, il confronto si è concentrato sulla composizione della cerimonia ufficiale e sulle associazioni ammesse o escluse dal cerimoniale.

Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, l’Anpi sarebbe stata allontanata dal cerimoniale ufficiale dopo le contestazioni di alcuni esponenti della comunità ebraica, che avrebbero posto una scelta netta: «O loro o noi». Una formula che fotografa la profondità della frattura, ma che rischia anche di spostare il centro della giornata dalla memoria delle vittime alla contesa tra rappresentanze.

A denunciare l’esclusione è stata anche l’Anppia, l’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti. L’organizzazione ha sostenuto di essere stata lasciata fuori dalla cerimonia istituzionale, parlando di una scelta che avrebbe finito per privilegiare, secondo la sua contestazione, gli eredi di Salò rispetto agli antifascisti. Si tratta di una denuncia politica precisa, che dovrà essere ricostruita nel dettaglio sulla base delle decisioni organizzative e delle responsabilità istituzionali.

La vicenda coinvolge realtà diverse, che non possono essere sovrapposte. La comunità ebraica richiama il significato specifico del rastrellamento e il rapporto diretto con la memoria delle persone deportate. L’Anpi rivendica invece il ruolo della lotta antifascista, mentre l’Anppia rappresenta gli ex perseguitati politici. Il punto non è soltanto chi abbia diritto a parlare, ma come le istituzioni riescano a riconoscere memorie legate alla stessa storia senza trasformarle in una gara di legittimità.

Nel corso delle tensioni, il deputato del Partito Democratico Piero Fassino avrebbe tentato una mediazione. Il suo intervento segnala quanto il caso abbia superato i confini di una semplice scelta protocollare, diventando una questione politica e cittadina. Resta da chiarire, nel dettaglio, come siano state assunte le decisioni e quali interlocuzioni abbiano preceduto la cerimonia.

Le posizioni a confronto sulla commemorazione

La posizione della comunità ebraica parte dalla necessità di preservare il carattere specifico della commemorazione del rastrellamento del Ghetto, una delle pagine più dolorose della persecuzione nazifascista a Roma. Da questo punto di vista, la presenza e il ruolo delle associazioni durante la cerimonia non sono percepiti come un elemento neutro, ma come una scelta capace di incidere sul significato pubblico della memoria.

Anpi e Anppia, invece, rivendicano la propria appartenenza alla storia dell’antifascismo e della persecuzione politica. La loro contestazione riguarda l’esclusione dal momento istituzionale e il timore che una parte della memoria democratica venga considerata secondaria. La mediazione politica può servire a ricomporre il conflitto, ma la domanda resta aperta: le istituzioni romane sono riuscite a garantire una commemorazione unitaria, oppure hanno lasciato che il ricordo delle vittime diventasse terreno di contrapposizione?

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