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Roma, approvata la nuova mappa dei quartieri: 332 quartieri e impegno su Campo Romano

L'Assemblea Capitolina ha approvato una delibera che ridefinisce la mappa dei quartieri di Roma in 332 unità urbane, mantenendo i 22 rioni storici e introducendo 100 zone funzionali non residenziali. Il capogruppo di Demos Sandro Petrolati sottolinea l'impegno a recepire le istanze del territorio, con particolare attenzione a Campo Romano.

Roma, approvata la nuova mappa dei quartieri: 332 quartieri e impegno su Campo Romano

Roma, 2 ottobre 2026 — L’Assemblea Capitolina ha approvato ieri la delibera che aggiorna la rappresentazione dei quartieri della città, articolandoli in 332 quartieri urbani, mantenendo i 22 rioni storici e prevedendo 100 zone funzionali non residenziali che includono parchi e grandi aree non abitate, ha spiegato il capogruppo capitolino di Demos, Sandro Petrolati.

Secondo Petrolati, si tratta di un percorso avviato in Giunta e proseguito con il contributo di cittadini e comitati di quartiere attraverso una consultazione promossa dall’amministrazione, prima dell’approdo in Assemblea Capitolina. La delibera è descritta come un aggiornamento necessario per fotografare le trasformazioni urbane e riconoscere comunità e identità territoriali nate nel tempo.

Campo Romano

Il comunicato sottolinea un’attenzione specifica per l’area di Campo Romano, nel VII Municipio. Petrolati dichiara di aver sottoscritto l’ordine del giorno di maggioranza che accompagna il provvedimento, accogliendo le istanze avanzate dal Comitato di Quartiere. Resta da definire con l’ISTAT l’aspetto tecnico relativo alla delimitazione delle zone censuarie, un passaggio che dovrà trovare una soluzione coerente con l’impegno assunto dall’Assemblea Capitolina.

Petrolati afferma che seguirà il percorso fino alla definitiva attuazione e che la delimitazione definitiva dovrà rispecchiare l’identità territoriale e la realtà vissuta dai residenti. Nel comunicato si evidenzia come la nuova articolazione non sia solo un’operazione cartografica, ma un modo per rafforzare dialogo, partecipazione e inclusione nei diversi tessuti urbani.

La delibera viene presentata come uno strumento per restituire «un’immagine reale, giovane e dinamica» della città, offrendo maggiore riconoscibilità alle molteplici realtà che compongono Roma.

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