Il Consiglio comunale di Roma ha approvato in Aula Giulio Cesare una delibera che ridefinisce la geografia territoriale della città individuando 334 quartieri urbani, 101 zone funzionali e 22 rioni. Secondo i firmatari della nota, la mappatura vuole offrire uno strumento aggiornato per programmare interventi e servizi sul territorio.
Cosa prevede la nuova mappatura
La nuova cartografia nasce, si legge nella nota dei consiglieri Alessandro Luparelli e Michela Cicculli (Sinistra civica ecologista), da un processo durato oltre quattro anni che ha coinvolto i Municipi, le università pubbliche romane (Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre), l’Istat, gli uffici comunali e più di quattromila contributi di cittadinanza e reti locali tramite la consultazione “Mejo de te chi la conosce”.
Il testo sottolinea che non si tratta di nuovi livelli amministrativi, ma di uno strumento conoscitivo che si affianca alle suddivisioni esistenti (zone urbanistiche e comprensori toponomastici). L’obiettivo indicato è migliorare l’analisi dei dati, la localizzazione dei servizi pubblici, la programmazione degli interventi e la prevenzione delle disuguaglianze, valorizzando le identità locali e la prossimità.
Ruoli e ringraziamenti
Nella nota viene espresso un ringraziamento ad Andrea Catarci, prima come assessore al Decentramento e ora alla guida dell’Ufficio di Scopo Quartieri e Partecipazione, e al professor Salvatore Monni, coordinatore del progetto, definiti i promotori del lavoro di analisi e ricognizione tecnico-scientifica alla base della mappatura partecipata.
“La zonizzazione del 1977, della Giunta Argan, non era più aderente alla realtà di una città profondamente cambiata”, affermano Luparelli e Cicculli, evidenziando la necessità di nuovi punti di osservazione per programmare servizi e politiche di prossimità.
