Roma denuncia meno, ma non per questo è automaticamente più sicura. Il dato che più pesa nell’ultimo quadro sulla criminalità è quello dei reati legati a spaccio e traffico di droga: la capitale resta in testa, mentre crescono anche i tentati omicidi e le violenze sessuali.
Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, sulla base dell’ultimo report del Sole 24 Ore, a Roma sono state registrate 4.471 denunce per reati connessi a spaccio e traffico di stupefacenti. È un numero che descrive l’attività investigativa e giudiziaria, ma non racconta da solo quanto sia esteso il fenomeno, né come venga vissuto nei diversi quartieri della città.
Il punto è proprio questo: una denuncia è un fatto registrato, non la fotografia completa della realtà. Dietro il calo complessivo possono esserci meno reati, ma anche una minore propensione a rivolgersi alle forze dell’ordine, difficoltà nell’accesso ai servizi, sfiducia o la convinzione che denunciare non porti conseguenze concrete. «Roma è davvero più sicura, o semplicemente denuncia meno?» è la domanda che i numeri, prima ancora delle opinioni, impongono.
Il primato nei reati legati alla droga non va letto soltanto come una classifica dell’emergenza. Occorre distinguere tra consumo, spaccio di strada, traffico organizzato e vulnerabilità sociali. Sono fenomeni diversi, con vittime, responsabili e strumenti di intervento differenti. Confonderli produce titoli allarmistici, ma non soluzioni.
Le forze dell’ordine, tra controlli, indagini e arresti, intervengono sulla parte visibile del problema. Ma la repressione da sola non basta a spiegare perché alcuni mercati illegali resistano nel tempo. Servono anche prevenzione, servizi sanitari, sostegno alle persone dipendenti, presidio dei territori e politiche capaci di ridurre l’isolamento sociale. Altrimenti si rischia di inseguire gli effetti senza incidere sulle cause.
La crescita segnalata per tentati omicidi e violenze sessuali aggiunge un ulteriore elemento di cautela. Anche in questo caso i dati vanno verificati nel dettaglio: non basta sapere che un indicatore sale o scende, bisogna capire dove, in quali contesti e con quale andamento temporale. La sicurezza di Roma non può essere misurata soltanto dalla posizione in una graduatoria nazionale.
I numeri della sicurezza a Roma
Il dato disponibile indica 4.471 denunce per spaccio e traffico di stupefacenti, secondo il report del Sole 24 Ore richiamato da Roma Repubblica. La capitale mantiene così il primato nazionale per questa categoria di reati, mentre il quadro generale delle denunce risulta in calo.
Nello stesso scenario vengono segnalati in aumento i tentati omicidi e le violenze sessuali. Mancano però, negli elementi disponibili, il dettaglio completo per quartiere, la serie storica omogenea e una misura precisa della quota di reati non denunciati. Senza queste informazioni, ogni lettura definitiva sarebbe da confermare.
Il vero banco di prova sarà capire se il calo delle denunce coincide con una diminuzione effettiva dei reati o con un cambiamento nel rapporto tra cittadini, istituzioni e servizi. È su questa differenza, spesso invisibile nelle classifiche, che si misura la sicurezza reale di una città.
