Due persone sono state poste in custodia cautelare in carcere dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma per una tentata estorsione legata a un debito di 5.000 euro.
Le indagini
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del VI Distretto Casilino, l’origine della vicenda risale a un conto tra cognati per l’importo di 5.000 euro, contestato da uno di loro. La controversia, inizialmente familiare, si sarebbe evoluta con l’intervento di un terzo soggetto incaricato di riscuotere la somma.
Nel novembre 2025 un uomo, sconosciuto alla vittima, si sarebbe presentato a casa minacciando la richiesta del pagamento e prospettando possibili ritorsioni per la vittima e i suoi familiari. In un episodio successivo il mandante sarebbe intervenuto tramite una videochiamata, reiterando la pretesa di denaro.
Di fronte al rifiuto della vittima, il presunto esecutore materiale avrebbe usato l’auto come un ariete per danneggiare il cancello dell’abitazione. La reazione della vittima, che ha esploso in aria alcuni colpi con una pistola regolarmente detenuta, ha fatto desistere l’aggressore, il quale si è dato alla fuga. Il giorno successivo il veicolo usato nell’azione è stato ritrovato completamente bruciato nel quartiere Borghesiana.
Gli investigatori hanno incrociato dichiarazioni e riscontri tecnici, individuando messaggi vocali e numeri telefonici collegati all’azione. Accertamenti sull’utenza e il riconoscimento fotografico hanno portato ad attribuire i ruoli: il cognato come presunto mandante e un uomo di 51 anni come esecutore materiale. Il Gip del Tribunale di Roma, su richiesta dei magistrati del Dipartimento criminalità diffusa e grave, ha disposto la misura della custodia in carcere per tentata estorsione aggravata e danneggiamento, eseguita dagli agenti del VI Distretto Casilino.
Si precisa che le evidenze descritte si riferiscono alla fase delle indagini preliminari: agli indagati si applica il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza irrevocabile.
Fonte: Questura di Roma – Ufficio Stampa (Comunicato Polizia di Stato), Roma, 2 ottobre 2026.
