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Roma, la Selva trasparente di Tresoldi cambia piazza Mignanelli

Roma, la Selva trasparente di Tresoldi cambia piazza Mignanelli

Per qualche mese piazza Mignanelli non avrà più lo stesso profilo. Sedici colonne trasparenti alte sei metri trasformano lo spazio davanti alla Fondazione Valentino in una «Selva» sospesa, dove natura, architettura e memoria monumentale di Roma si sovrappongono senza cancellarsi.

Secondo quanto riportato da Roma Repubblica, l’installazione è firmata da Edoardo Tresoldi e resterà visibile fino a gennaio. Non è un bosco nel senso tradizionale del termine: non ci sono alberi reali, ma strutture leggere e quasi impalpabili che cambiano presenza a seconda della luce, del punto di osservazione e del movimento delle persone nella piazza.

La scelta di piazza Mignanelli non è un dettaglio. Qui il contemporaneo si confronta con uno dei paesaggi urbani più riconoscibili del centro di Roma e con la sede della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Le colonne trasparenti sembrano occupare lo spazio senza appesantirlo, introducendo una forma di natura artificiale nel cuore di un’area legata alla moda, alla storia e alla rappresentazione pubblica della città.

Il risultato è un intervento temporaneo che modifica soprattutto la percezione. Di giorno l’opera tende a confondersi con lo sfondo e con gli edifici circostanti; quando cambiano le condizioni luminose, la struttura emerge invece come una presenza autonoma. Il visitatore non si trova davanti a un monumento da osservare soltanto a distanza, ma dentro un ambiente da attraversare e ricomporre con lo sguardo.

È questo il punto più interessante della «Selva»: la sua forza non deriva dalla monumentalità dei materiali, ma dal modo in cui rende visibile il vuoto. Le colonne suggeriscono tronchi, architetture e rovine senza coincidere del tutto con nessuna di queste immagini. In una Roma abituata a un patrimonio fatto di pietra, marmo e stratificazioni millenarie, la trasparenza diventa così un linguaggio inatteso.

Piazza Mignanelli, il dialogo tra arte, moda e spazio pubblico

La presenza dell’opera crea un dialogo diretto con la Fondazione Valentino e con il carattere scenografico della piazza. Arte contemporanea e moda condividono una stessa attenzione per la forma, ma qui il rapporto si sposta dalla superficie all’esperienza urbana: l’installazione non si limita a fare da sfondo, perché modifica i percorsi, le inquadrature e il modo in cui il luogo viene percepito.

La permanenza fino a gennaio offre ai residenti e ai visitatori un tempo sufficiente per osservare l’opera in condizioni diverse, dalle ore più affollate ai momenti di maggiore quiete. La domanda, in fondo, riguarda proprio il rapporto tra installazioni temporanee e città storica: possono bastare leggerezza e trasparenza per cambiare davvero un luogo senza sottrargli identità?

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